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Fatima

Fatima

Il 12 e il 13 di ogni mese Nostra Signora indossa questa corona

Il Messaggio di Riconciliazione di Fatima

«Come vorrei poter gettare in ogni cuore il fuoco che mi arde nel petto e mi fa amare tanto il Cuore di Gesù e quello di Maria!» (Santa Giacinta Marto)

«Voglio consolare il Salvatore e poi convertire i peccatori, perché non Lo offendano più!» (San Francesco Marto)

Sacrificatevi per i peccatori e dite spesso a Gesù, specialmente quando fate un sacrificio:
O Gesù mio, è per Tuo amore, per la conversione dei peccatori, per il Santo Padre e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria.
(Maria a Fatima il 13 luglio 1917)

Memorie di suor Lucia dall'originale portoghese

Lasciatevi riconciliare con Dio (2 Cor 5,20)

Quando Dio, spinto dal Suo amore misericordioso, invia Maria con un messaggio ai figli della terra, dietro ciò si nasconde quel desiderio di Dio che vuole che tutti gli uomini siano salvati. (1 Tm 2,4)

Maria viene, per così dire, come Madre del Buon Pastore, per ricordare alle pecorelle di suo Figlio le verità di salvezza del Vangelo.

Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle …
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte. (Lc 15,4)

«La luce che circonda la sua nobile figura in tutti i luoghi delle apparizioni è un fronte d'attacco contro le tenebre in cui il mondo peccatore rischia di sprofondare. […] Ella prega, implora e piange. Piange alla Rue du Bac a Parigi, il 18 luglio 1830. Piange a La Salette, nell'anno 1846, e Léon Bloy scrive delle sue lacrime che furono il sospiro più straziante che si sia mai udito nel mondo dal Consummatum est – È compiuto sulla croce. Piange il 21 febbraio 1858 a Lourdes, e chi non sarebbe commosso nell'udire l'innocente bambina Bernadette dire che piange perché la Signora piange. Queste lacrime sono certamente segni del dolore del cielo per l'ostinazione dei peccatori. Ma sono anche l'ultimo tentativo che solo un cuore di madre può escogitare e intraprendere per muovere i suoi figli alle lacrime di compassione e di pentimento.» [A. J. Fuhs – Fátima und der Friede, p. 46.]

E a Fatima, un piccolo luogo del Portogallo del tutto sconosciuto fino al 13 maggio 1917, Maria prosegue la sua gigantesca opera di salvezza. Con insistenza prega i suoi figli della terra di riconciliarsi con Dio e di «non offenderLo più». La seconda cosa che chiede tanto ai suoi figli è la collaborazione alla sua grande opera di salvezza mediante la preghiera e il sacrificio: «Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori.» Ed ella si affretta, con le preghiere di riparazione e i sacrifici offerti dalle sue pecorelle, dal suo divino Figlio e implora misericordia e longanimità.

Nel libro «Schwester Lúcia Spricht Über Fátima – Erinnerungen der Schwester Lúcia I» sono descritte, oltre alle apparizioni dell'Angelo e della Madre di Dio, anche le vite dei tre pastorelli, che in modo esemplare hanno adempiuto le richieste di Nostra Signora. La loro instancabile preghiera e il loro sacrificio per la salvezza delle anime conferiscono al messaggio di Fatima un'attrattiva tutta particolare. Il 13 maggio 2000 Francesco e Giacinta Marto furono beatificati da Papa Giovanni Paolo II. E il 13 maggio 2017 Papa Francesco li ha canonizzati.

Dio ha scelto queste anime di bambini pure per condurre le Sue pecorelle al pascolo rigoglioso e alla sorgente zampillante del Vangelo. Così i piccoli pastori, sotto la guida di Nostra Signora, sono diventati pastori di anime secondo il Cuore di Gesù. Risplendono davanti a tutti i fedeli, soprattutto davanti ai bambini, sul cammino della santità. Sono messaggeri di pace, di quella pace indicibile di cui l'umanità ha tanta sete. La lieta notizia di Betlemme risuona a Fatima:

Non temete; sono l'Angelo della Pace!

Tra gli ultimi Papi, tutti grandi devoti di Fatima, spicca in modo particolare Papa San Giovanni Paolo II. L'attentato alla sua vita il 13 maggio 1981 lo ha reso ancora più attento al messaggio di Fatima. Il Papa sottolineò più volte che la Madre di Dio gli aveva salvato la vita e aveva guidato il proiettile contro di lui in modo tale che sopravvivesse all'attentato. Per questo donò il proiettile che gli aveva trapassato il corpo a Nostra Signora di Fatima. Il 13 maggio 1982 pregò a Fatima:
O Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male… Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l'infinita potenza salvifica della Redenzione: la potenza dell'Amore misericordioso! Che esso fermi il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!

Una volta vennero due sacerdoti per interrogarci. Ci raccomandarono di pregare per il Santo Padre. Giacinta chiese chi fosse il Santo Padre, e i sacerdoti ci spiegarono chi è e quanto abbia bisogno di preghiere. Giacinta conservò un amore così grande per il Santo Padre che, ogni volta che offriva a Gesù i suoi sacrifici, aggiungeva: «e per il Santo Padre». Alla fine del Rosario pregava sempre tre Ave Maria per il Santo Padre. [1 E I. 11]

Io sono il buon pastore! (Gv 10,14)

Giacinta prendeva volentieri anche gli agnellini bianchi, li abbracciava e li baciava e la sera li portava in braccio a casa, perché non si stancassero. Un giorno, sulla via del ritorno, si mise in mezzo al gregge.
– Giacinta – le chiesi –, perché vai lì in mezzo alle pecore?
– Per fare come Nostro Salvatore, che in un'immaginetta che mi hanno dato sta pure così in mezzo a tante pecore e ne tiene una in braccio. [1 E I. 6]

Un Angelo e tre pastorelli

La prima apparizione 1916

Stavamo giocando già da un po' quando all'improvviso, benché fosse una giornata tranquilla, un forte vento scosse gli alberi. Alzammo lo sguardo e vedemmo […] un giovane di 14-15 anni, più bianco della neve. […], era di grande bellezza. Quando si fermò davanti a noi, disse:
– Non abbiate paura! Sono l'Angelo della Pace! Pregate con me! Inginocchiatosi a terra, curvò la fronte fino al suolo e ci fece ripetere tre volte queste parole:
– Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano.

Poi, alzandosi, disse:
– Così dovete pregare. I Cuori di Gesù e di Maria attendono le vostre suppliche.

Le sue parole si impressero così profondamente nella nostra memoria che non le dimenticammo mai più. Da allora passammo molto tempo a ripeterle così profondamente inchinati, finché talvolta cadevamo per la stanchezza. [2 E II. 2]

La seconda apparizione 1916

Molto tempo dopo, in un giorno d'estate, giocavamo […] presso un pozzo. […] Improvvisamente vedemmo davanti a noi la stessa figura, l'Angelo, mi sembrò. Disse:
– Che cosa fate? Pregate, pregate molto! I Cuori di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite incessantemente all'Altissimo preghiere e sacrifici.
– Come dobbiamo offrire sacrifici? – chiesi.
– Di tutto ciò che potete fate un sacrificio, per riparare i peccati con cui Egli è offeso e per implorare la conversione dei peccatori. […] Soprattutto accettate la sofferenza e sopportate con sottomissione ciò che il Signore vi manderà. [2 E II. 2]

Queste parole dell'Angelo si impressero nel nostro spirito come una luce che ci fece conoscere chi è Dio, quanto ci ama e vuole essere amato da noi. Comprendemmo il valore del sacrificio e quanto Gli sia gradito; e come Egli, in considerazione del sacrificio, converta i peccatori. Da quel momento cominciammo a offrire al Signore tutto ciò che ci affliggeva, ma non cercammo altre mortificazioni o penitenze che ripetere per ore, prostrati a terra, la preghiera dell'Angelo. [4 E II. 1]

La terza apparizione 1916

Passò così qualche tempo e andavamo con i nostri greggi verso un terreno dei miei genitori. […] Quando vi arrivammo, cominciammo, in ginocchio, con il volto a terra, a ripetere la preghiera dell'Angelo:
– Mio Dio, io credo in Te …

Non so quante volte avessimo ripetuto questa preghiera, quando vedemmo risplendere sopra di noi una luce sconosciuta. Ci alzammo per vedere che cosa succedeva e vedemmo l'Angelo. Nella mano sinistra teneva un calice; sopra di esso stava sospesa un'Ostia, dalla quale cadevano alcune gocce di sangue nel calice. L'Angelo lasciò il calice sospeso in aria, si inginocchiò accanto a noi e ce lo fece ripetere tre volte:

Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Ti adoro profondamente e Ti offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. Per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.

Poi si alzò, prese il calice e l'Ostia, diede a me la santa Ostia e divise il Sangue del calice tra Giacinta e Francesco, dicendo:
– Ricevete il Corpo e bevete il Sangue di Gesù Cristo, così terribilmente offeso dagli uomini ingrati. Riparate i loro peccati e consolate il vostro Dio! Si inginocchiò di nuovo a terra, ripeté con noi ancora tre volte la stessa preghiera:
Santissima Trinità …
e scomparve. Restammo in quella posizione e continuammo a ripetere sempre le stesse parole. [2 E II. 2]

Restiamo a lungo in ginocchio davanti al Signore presente nell'Eucaristia, riparando con la nostra fede e il nostro amore la negligenza, la dimenticanza e persino le offese che il nostro Redentore deve subire in molte parti del mondo. (San Giovanni Paolo II, Mane nobiscum Domine, 18)

Nostra Signora viene

13 maggio 1917

Stavo giocando con Francesco e Giacinta in cima al pendio della Cova da Iria. […] quando improvvisamente vedemmo qualcosa come un lampo. […]
Cominciammo a scendere il pendio e a spingere le pecore verso la strada. Quando eravamo circa a metà del pendio, […] vedemmo sopra un elce una Signora, vestita tutta di bianco, più splendente del sole. […] Sorpresi da questa apparizione ci fermammo. […] Poi Nostra Signora disse:
– Non abbiate paura! Non vi faccio del male!
– Di dove è Vostra Signoria? – le chiesi.
– Sono del cielo!
– E che cosa vuole da me Vostra Signoria?
– Sono venuta a chiedervi di venire qui nei sei mesi successivi, il tredici, alla stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio. […]
– Andrò anch'io in cielo?
– Sì, ci andrai!
– E Giacinta?
– Anche lei!
– E Francesco?
– Anche lui, ma deve recitare ancora molti Rosari. […]
– Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà mandarvi, in riparazione dei peccati con cui Egli è offeso e come supplica per la conversione dei peccatori?
– Sì, lo vogliamo!
– Dovrete dunque soffrire molto, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto!

Nelle apparizioni dal 13 maggio al 13 ottobre 1917 i «gradi di comunicazione» di Nostra Signora con i tre bambini erano diversi: Giacinta vedeva e sentiva la Vergine; Lucia vedeva, sentiva ed era l'unica a parlare con lei; Francesco vedeva tutto, ma non poteva mai sentire ciò che diceva Nostra Signora.

Mentre diceva queste ultime parole, aprì le mani per la prima volta e ci comunicò una luce così intensa, come un riflesso che usciva dalle sue mani. Penetrò nel nostro petto e fino nel più profondo dell'anima, e ci riconoscemmo in Dio, che era questa luce, molto più chiaramente di quanto potessimo vederci nel migliore degli specchi. Per un impulso interiore, anch'esso comunicatoci, cademmo allora in ginocchio e ripetemmo interiormente:

– O Santissima Trinità, Ti adoro. Mio Dio, mio Dio, Ti amo nel Santissimo Sacramento.

Dopo alcuni istanti Nostra Signora aggiunse:
– Recitate ogni giorno il Rosario per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra! Poi cominciò a elevarsi lentamente, salendo in direzione del sorgere del sole, finché scomparve nell'infinità della distanza. [4 E II. 3]

Quella Signora ci disse di recitare il Rosario e di fare sacrifici per la conversione dei peccatori. Ora, quando recitiamo il Rosario, dobbiamo recitare per intero l'Ave Maria e il Padre nostro. E i sacrifici, come li faremo?
Francesco scoprì presto un buon sacrificio.
– Diamo il nostro pranzo alle pecore – offriamo il sacrificio di non mangiare niente. In pochi minuti la nostra provvista fu distribuita al gregge. [1 E I. 8]

«Ci avevano raccomandato di recitare il Rosario dopo la merenda, ma siccome il tempo per giocare ci sembrava troppo breve, avevamo trovato un buon modo per finire in fretta: facevamo scorrere i grani dicendo soltanto: Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria! Quando arrivavamo alla fine del mistero, dicevamo, con una lunga pausa, le semplici parole: Padre nostro. E così in un attimo avevamo recitato il nostro Rosario.» [1 E I. 6]

13 giugno 1917

Dopo che io, Giacinta e Francesco e alcuni altri presenti avemmo recitato il Rosario, vedemmo di nuovo il chiarore di luce che si avvicinava (che chiamavamo lampo) e poi Nostra Signora sopra l'elce, proprio come a maggio.

– Che cosa vuole da me Vostra Signoria?
– chiesi.
– Voglio che recitiate il Rosario tutti i giorni e che impariate a leggere. […]

– Ho chiesto la guarigione di un malato.
– Se si converte, guarirà entro l'anno.

– Vorrei chiedere a Vostra Signoria di portarci in cielo.
– Sì! Giacinta e Francesco li porterò presto. Ma tu resterai ancora qualche tempo qui. Gesù vuole servirsi di te perché io sia conosciuta e amata. Egli vuole stabilire sulla terra la devozione al mio Cuore Immacolato.

(Qui Lucia, per la fretta, omette la fine del paragrafo, che in altri documenti suona così: «A chi l'abbraccerà prometto la salvezza, e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me ad adornare il Suo trono.» [4 E II. 4])

– Rimango qui sola?
– chiesi con tristezza.
– No, figlia mia! Soffri molto? Non scoraggiarti. Non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio.

Nel momento in cui disse queste ultime parole, aprì le mani e ci comunicò per la seconda volta il riflesso di quell'immensa luce. In essa ci vedemmo come immersi in Dio. Giacinta e Francesco sembravano trovarsi nella parte della luce che si elevava verso il cielo, e io in quella che si riversava sulla terra. Davanti al palmo della mano destra di Nostra Signora c'era un cuore circondato di spine che sembravano trafiggerlo. Comprendemmo che era il Cuore Immacolato di Maria, ferito dai peccati dell'umanità, che chiede riparazione. (Fonte: [4 E II. 4])

Da quel giorno sentimmo nel cuore un amore ancora più forte per il Cuore Immacolato di Maria. Giacinta mi diceva talvolta:
– Quella Signora ha detto che il suo Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio. Gli vuoi molto bene? Io amo tanto il suo Cuore! È così buono! (Fonte: [3 E 5])

13 luglio 1917

Poco dopo essere arrivati alla Cova da Iria, presso l'elce, mentre con una grande folla recitavamo il Rosario, vedemmo il consueto chiarore di luce e subito dopo Nostra Signora sopra l'elce.

– Che cosa vuole da me Vostra Signoria?
– chiesi.
– Voglio che torniate qui il tredici del prossimo mese, che continuiate a recitare ogni giorno il Rosario in onore di Nostra Signora del Rosario, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra. […]

– Vorrei chiedere a Vostra Signoria di dirci chi è e di fare un miracolo, perché tutti credano che ci appare.
– Continuate a venire qui ogni mese! In ottobre vi dirò chi sono, che cosa desidero e farò un miracolo, perché tutti credano.

Poi proseguì:
– Sacrificatevi per i peccatori e dite spesso a Gesù, specialmente quando fate un sacrificio: O Gesù mio, è per Tuo amore, per la conversione dei peccatori, per il Santo Padre e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria.

Mentre diceva queste ultime parole, aprì di nuovo le mani come nei due mesi precedenti. Il raggio sembrò penetrare la terra e vedemmo come un grande mare di fuoco e, immersi in questo fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti, nere o bronzee, di forma umana, che nuotavano in quel fuoco. […]

Spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo lo sguardo verso Nostra Signora, che ci disse con bontà e tristezza:
– Avete visto l'inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dico, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.

– Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. (Mantenne questa promessa alcuni anni dopo, quando apparve a Lucia nel 1925 e nel 1926 a Pontevedra, in Spagna [vedi pagina 39], e nel 1929 a Tuy, in Spagna [vedi pagina 41].)

– Se si ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto. Varie nazioni saranno annientate. Alla fine, però, il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede. […]

– Quando recitate il Rosario, dopo ogni mistero dite: O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente quelle che hanno più bisogno della Tua misericordia. […]

Come al solito, si elevò in direzione dell'oriente, finché scomparve nell'immensa distanza del firmamento. (Fonte: [4 E II. 5])

Fu allora che per la prima volta facemmo una meditazione sull'inferno e sull'eternità. Ciò che più impressionò Giacinta fu l'eternità. Persino mentre giocava, di tanto in tanto chiedeva:
– Ma guarda, dopo molti, molti anni l'inferno non finisce ancora? […]

Poi aggiungeva:
– Com'è buona quella Signora! Ci ha già promesso di portarci in cielo. (Fonte: [1 E I. 8])

Per tutta la sua breve vita Giacinta non poté più dimenticare la visione dell'inferno del 13 luglio 1917. Poco prima di morire, in presenza della superiora dell'ospedale di Lisbona, dove l'avevano portata, esclamò:

«Se gli uomini sapessero che cosa significa l'eternità! Come farebbero di tutto, con tutte le loro forze, per cambiare vita! Cara madrina (così chiamava la superiora), la mortificazione e i sacrifici fanno molto piacere a Nostro Signore. Fuggite il lusso! Fuggite le ricchezze! Amate la povertà! Praticate la carità, anche verso i cattivi! Non dite mai nulla di male di nessuno e evitate coloro che disprezzano gli altri! Esercitate sempre la pazienza, perché la pazienza conduce al cielo! I sacerdoti devono occuparsi soltanto degli affari della Chiesa. Devono essere puri, purissimi! La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi verso i loro superiori e verso il Santo Padre offende moltissimo Nostro Signore.» (Fonte: Fátima und der Friede, p. 99)

Le lampade degli Angeli

Discutevamo su chi fosse capace di contare le stelle, che, dicevamo, erano le lampade degli Angeli. La luna era la lanterna di Nostra Signora e il sole quella di Nostro Salvatore. Perciò Giacinta diceva talvolta:
– Io preferisco la lampada di Nostra Signora, perché non scotta né abbaglia, come fa invece quella di Nostro Salvatore. (Fonte: [1 E I. 4])

Poi andavamo sull'aia, saltellavamo un poco, aspettando che Nostra Signora e gli Angeli accendessero le loro lampade e le mettessero alla finestra per farci luce. Quando non c'era la luna, pensavamo che la lampada di Nostra Signora non avesse più olio. (Fonte: [1 E I. 6])

I pastorelli in prigione

Intanto spuntava l'alba del 13 agosto. […]
Tutti volevano vederci, interrogarci e affidarci le loro richieste, perché le presentassimo alla Santissima Vergine. […]

In mezzo a tutta questa ressa, a mio padre fu chiesto di portarmi a casa di mia zia, dove ci aspettava l'amministratore. […]

Quando arrivai, l'amministratore era nella stanza con Giacinta e Francesco. Là ci interrogò e tentò di nuovo di strapparci la promessa che non saremmo più andati alla Cova da Iria. (Fonte: [2 E II. 11])

Quando poi fummo fatti prigionieri, fu l'assenza dei genitori che più di tutto pesò a Giacinta. […]
– Non piangere – le disse Francesco, – offriamolo a Gesù per i peccatori.

E alzando gli occhi e le mani al cielo, recitò la preghiera di offerta:
– O Gesù mio, è per Tuo amore e per la conversione dei peccatori. […]

Quando, dopo essere stati separati l'uno dall'altro, fummo riuniti di nuovo in una sala della prigione, dissero che tra poco sarebbero venuti a prenderci per bruciarci. Allora Giacinta si ritirò presso una finestra. All'inizio pensai che volesse distrarsi guardando fuori, ma poi mi accorsi che piangeva.

La presi con me e le chiesi perché piangesse:
– Perché moriremo senza aver rivisto i nostri padri e le nostre madri, rispose.

E con il volto bagnato di lacrime:
– Vorrei almeno vedere la mia mamma!

– Dunque non vuoi fare questo sacrificio per la conversione dei peccatori?

– Voglio, voglio.

E mentre le lacrime le rigavano il volto, alzò le mani e gli occhi al cielo e recitò la preghiera di offerta:
– O Gesù mio, è per Tuo amore, per la conversione dei peccatori, per il Santo Padre e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria. (Fonte: [1 E I. 12])

Poi decidemmo di recitare il nostro Rosario. Giacinta tirò fuori una medaglia che portava al collo e chiese a un prigioniero di appenderla a un chiodo sul muro. Inginocchiati davanti a questa medaglia cominciammo a pregare.

I prigionieri pregavano con noi come meglio potevano. […]

Poiché la Santissima Vergine ci aveva detto che dovevamo offrire anche le nostre preghiere e i nostri sacrifici in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria, volevamo metterci d'accordo che ciascuno offrisse per la propria intenzione. Uno avrebbe offerto per i peccatori, l'altro per il Santo Padre e il terzo in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria.

Dopo aver preso questo accordo, chiesi a Giacinta di scegliere per quale intenzione volesse offrire:
– Io offro per tutti, perché voglio bene a tutti. (Fonte: [1 E I. 13])

Nostra Signora ritorna

19 agosto 1917

Mentre conducevo le pecore con Francesco e suo fratello Giovanni in un luogo chiamato Valinhos e avvertivo qualcosa di soprannaturale che si avvicinava e ci avvolgeva, intuii che Nostra Signora ci sarebbe apparsa. […]

Dopo l'arrivo di Giacinta, poco dopo vedemmo Nostra Signora sopra un elce.

– Che cosa vuole da me Vostra Signoria?
– Voglio che il tredici veniate alla Cova da Iria e che continuiate a recitare ogni giorno il Rosario. […]

Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all'inferno, perché non c'è chi si sacrifichi e preghi per loro.

E di nuovo si elevò, come al solito, in direzione dell'oriente. (Fonte: [4 E II. 6])

Da quando Nostra Signora ci aveva insegnato a offrire a Gesù i nostri sacrifici, Giacinta chiedeva sempre, quando volevamo farne uno o dovevamo sopportare una qualche prova:
– Hai già detto a Gesù che è per amore Suo?

Quando le rispondevo di no:
– Allora glielo dico io.

E congiungeva le piccole mani, alzava gli occhi al cielo e diceva:
– O Gesù, è per Tuo amore e per la conversione dei peccatori. (Fonte: [1 E I. 10])

13 settembre 1917

Quando si avvicinò l'ora attesa, andai con Giacinta e Francesco attraverso numerose persone. […]

Arrivammo finalmente alla Cova da Iria, presso l'elce, e cominciammo a recitare il Rosario con il popolo. Poco dopo vedemmo il chiarore di luce e poi Nostra Signora sopra l'elce.

– Continuate a recitare il Rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verranno anche Nostro Signore, Nostra Signora Addolorata e del Monte Carmelo, (Con ciò voleva esprimere il suo desiderio che tutti portassero lo scapolare […] Rosario e scapolare sono inseparabili. [Suor Lucia in: Fátima und der Friede, p. 147]) san Giuseppe con il Bambino Gesù, per benedire il mondo. Dio gradisce i vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda. Portatela soltanto di giorno.

– Mi hanno chiesto di implorare da Vostra Signoria molte cose: la guarigione di alcuni malati e quella di un sordomuto.
– Sì, alcuni li guarirò, altri no. In ottobre farò un miracolo, perché tutti credano.

E cominciò a elevarsi e scomparve, come al solito. (Fonte: [4 E II. 7])

Talvolta Francesco e Giacinta mi trovavano triste. Poiché per i singhiozzi non riuscivo a parlare, soffrivano con me e piangevano anch'essi. Allora Giacinta recitava ad alta voce la nostra preghiera di offerta:
– Mio Dio, Ti offriamo tutte queste sofferenze e questi sacrifici come atto di riparazione e per la conversione dei peccatori. (Fonte: [2 E II. 3])

13 ottobre 1917

13 ottobre 1917

Uscimmo di casa abbastanza presto, perché prevedevamo ritardi lungo la strada. La gente arrivava a masse. Pioveva a dirotto. […] Nemmeno il fango delle strade poté impedire a quelle persone di inginocchiarsi in atteggiamento umile e supplichevole. […]

Poco dopo vedemmo il chiarore di luce e poi Nostra Signora sopra l'elce.

– Che cosa vuole da me Vostra Signoria?
– Voglio dirti che qui si costruisca una cappella in mio onore. Sono Nostra Signora del Rosario. Si continui a recitare ogni giorno il Rosario. […]

– Volevo chiedere a Vostra Signoria molte cose: se volesse guarire alcuni malati e convertire alcuni peccatori, e molto altro.

– Alcuni sì, altri no. Devono emendarsi e chiedere perdono dei loro peccati.

E ancora più triste disse:
– Non si deve più offendere Dio, Nostro Signore, che è già stato tanto offeso. (Fonte: [8])

Aprì le mani e le lasciò risplendere nella luce del sole. Mentre si elevava, la sua stessa luce si rifletteva nel sole. (Fonte: [4 E II. 8])

Furono le ultime parole di Maria, il nucleo del messaggio di Fatima. Poi avvenne il miracolo del sole davanti a circa 60.000-70.000 presenti. Questo fenomeno naturale fu percepito da singole persone in un raggio fino a 40 chilometri. Il sole girò tre volte di seguito. Fasci di raggi dai colori dell'arcobaleno cadevano sulla conca e su tutti i presenti.

I bambini videro in quel momento la Madre di Dio, poi san Giuseppe con il Bambino Gesù in braccio, il Salvatore che benediceva il popolo, e infine Maria come Madre Addolorata e poi come Nostra Signora del Monte Carmelo.

Dopo la terza rotazione il sole divenne rosso sangue e sembrò precipitare a zigzag sulla folla. Credenti e non credenti caddero in ginocchio per la paura, pregarono, si riconobbero peccatori e implorarono misericordia. Molti malati, tra cui anche storpi e ciechi, furono guariti all'istante.

Quando l'evento fu terminato, le persone si accorsero che i loro vestiti, completamente inzuppati, erano improvvisamente asciutti.

Giacinta prendeva così sul serio i sacrifici per la conversione dei peccatori che non si lasciava sfuggire alcuna occasione. C'erano alcuni bambini di Moita che andavano a mendicare di porta in porta. Li incontrammo un giorno mentre eravamo in giro con le nostre pecore. Quando Giacinta li vide, ci disse:
– Diamo il nostro pranzo a quei poveri per la conversione dei peccatori. (Fonte: [1 E I. 9])

Altre volte mi diceva:
– Non so come sia. Sento il Salvatore dentro di me. Capisco ciò che vuole dirmi senza vederLo né sentirLo; ma è così bello stare con Lui.

Un'altra volta ancora:
– Ascolta, sai una cosa? Nostro Salvatore è triste. Nostra Signora ci ha detto che non si deve più offenderLo, perché è già stato tanto offeso, ma nessuno si attiene a ciò. Continuano a commettere gli stessi peccati. (Fonte: [3 E 9])

Quando per mortificazione non voleva mangiare, le dicevo:
– Giacinta, su, mangia!
– No, voglio fare questo sacrificio per quei peccatori che mangiano troppo.

Quando era già malata, un giorno volle andare alla santa Messa. La pregai:
– Giacinta, non andare, non puoi. Oggi non è domenica!
– Non importa! Vado per i peccatori che non vanno nemmeno la domenica. (Fonte: [3 E 3])

La Grande Promessa

Il 10 dicembre 1925 a suor Lucia apparve a Pontevedra la Santissima Vergine e, al suo fianco, su una nuvola luminosa, un bambino. La Santissima Vergine le posò la mano sulla spalla e mostrò un cuore circondato di spine che teneva nell'altra mano. Il bambino disse:
– Abbi compassione del Cuore della tua Santissima Madre, circondato di spine con le quali gli uomini ingrati lo trafiggono continuamente, senza che nessuno faccia un atto di riparazione per toglierle.

Allora la Santissima Vergine disse:
– Figlia mia, guarda il mio Cuore circondato di spine con le quali gli uomini ingrati lo trafiggono continuamente con le loro bestemmie e ingratitudini. Tu almeno cerca di consolarmi e fa' sapere che io prometto di assistere nell'ora della morte, con tutte le grazie necessarie per la salvezza di queste anime, tutti coloro che per cinque mesi, ogni primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno un Rosario e mi faranno compagnia per 15 minuti meditando i 15 misteri del Rosario, con l'intenzione di farmi in tal modo riparazione.

Il 15 febbraio 1926 le apparve di nuovo il Bambino Gesù. Le chiese se avesse già diffuso la devozione a Sua Madre. Ella Gli espose le difficoltà che aveva il confessore e Gli disse che la Madre Superiora era disposta a diffonderla, ma che il confessore aveva dichiarato che da sola non poteva nulla. Gesù rispose:
– È vero che la tua Superiora da sola non può nulla, ma con la Mia grazia può tutto.

Ella espose a Gesù le difficoltà che alcune anime avevano a confessarsi il sabato e chiese che la confessione fosse valida per otto giorni. Gesù rispose:
– Sì, può essere anche molto più a lungo, purché siano in stato di grazia quando Mi ricevono e abbiano l'intenzione di fare riparazione al Cuore Immacolato di Maria.

– Gesù mio, e se qualcuno dimentica di formulare questa intenzione?

Gesù rispose:
– Possono farlo alla confessione successiva, purché colgano la prima occasione che hanno per confessarsi. (Fonte: [A I])

(Questo testo è una trascrizione di suor Lucia dell'anno 1927, su ordine del suo direttore spirituale, padre Aparício, S.J. Qui troviamo le condizioni necessarie per l'adempimento della promessa dei cinque Primi Sabati in riparazione degli oltraggi contro il Cuore di Maria. Non si dovrebbe mai dimenticare, in questo, la vera intenzione: fare riparazione al Cuore di Maria.)

La richiesta della consacrazione della Russia

Avevo chiesto e ottenuto dai miei superiori e dal mio confessore il permesso di fare l'Ora Santa ogni notte tra il giovedì e il venerdì, dalle undici fino a mezzanotte.

Una notte ero sola. Mi inginocchiai alla balaustra al centro della cappella per recitare le preghiere dell'Angelo. Poiché mi sentivo stanca, mi alzai e continuai a pregare a braccia aperte. […]

Improvvisamente la cappella si illuminò di una luce soprannaturale e sull'altare apparve una croce di luce, che arrivava fino al soffitto. In una luce chiara si vedevano, nella parte superiore della croce, il volto e il busto di un uomo, sul petto una colomba, anch'essa di luce, e, inchiodato alla croce, il corpo di un altro uomo.

Un poco sotto la cintola, sospesi in aria, si vedevano il calice e una grande Ostia, sulla quale cadevano alcune gocce di sangue che scorrevano dal volto del Crocifisso e da una ferita nel petto. Scivolando dall'Ostia, queste gocce cadevano nel calice.

Sotto il braccio destro della croce stava Nostra Signora. Era Nostra Signora di Fatima con il suo Cuore Immacolato nella mano sinistra, senza spada e rose, ma con una corona di spine e fiamme. Sotto il braccio sinistro della croce alcune grandi lettere, che correvano verso l'altare come se fossero di acqua cristallina, formavano le parole: Grazia e Misericordia.

(Immagine)

Compresi che mi era stato mostrato il mistero della Santissima Trinità. […] Poi Nostra Signora mi disse:
– È giunto il momento in cui Dio chiede al Santo Padre di compiere, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato. Egli promette di salvarla con questo mezzo. Sono così numerose le anime che la giustizia di Dio condanna per i peccati commessi contro di me, che chiedo riparazione: sacrificati in questa intenzione e prega.

Riferii ciò al mio confessore, che mi ordinò di scrivere quello che Nostra Signora desiderava. (Fonte: [A II])

(Per quasi 55 anni Nostra Signora dovette attendere l'adempimento della sua richiesta. Per la prima volta, il 25 marzo 1984, Papa Giovanni Paolo II, in comunione con più di 2600 vescovi cattolici del mondo e con molti vescovi della Chiesa ortodossa russa e greca, compì la consacrazione del mondo e di quelle nazioni «che hanno più bisogno della misericordia di Dio». Sebbene il testo della consacrazione non nominasse espressamente alcun Paese, il Papa menzionò i nomi della Russia e della sua patria, la Polonia. Fu la consacrazione comune richiesta da Nostra Signora, in conforto e in riparazione delle offese arrecate al suo Cuore Immacolato. Pochi mesi dopo Michail Gorbaciov divenne segretario generale del PCUS e portò la Russia fuori dalla dittatura comunista.) (Fonte: [3 E 2])

Il «Segreto» di Fatima

Il «segreto» di Fatima si riferisce a una parte del messaggio del 13 luglio 1917, che i pastorelli dovevano tenere segreta secondo l'indicazione di Nostra Signora.

Il 13 agosto 1917 l'amministratore del distretto di Fatima fece gettare in prigione i tre pastorelli. Con interrogatori estenuanti e con la minaccia di una morte atroce si tentò di costringere i bambini a rivelare il segreto. Ma essi rimasero saldi. Dopo due giorni furono rilasciati.

Pala dell'altare maggiore nella Basilica del Rosario: Cristo viene a noi uomini nella santa Eucaristia – simboleggiato da tre bambini ai quali l'Angelo dona la santa Comunione. Ma non è l'Angelo, bensì la Madre di Dio che sta tra Dio e gli uomini.

Le prime due parti del segreto

Le prime due parti del segreto furono messe per iscritto nel 1941 da suor Lucia, su richiesta di D. José Alves Correia da Silva, vescovo di Leiria:
«Il segreto consta di tre cose distinte, due delle quali sto per rivelare. La prima fu la visione dell'inferno …» (Fonte: [A III])

La seconda parte si riferisce alla venerazione del Cuore Immacolato di Maria. (Fonte: [3 E 5])

La terza parte del segreto fu messa per iscritto da suor Lucia, anch'essa su incarico del vescovo, il 3 gennaio 1944 a Tuy. (Fonte: [A III])

Papa Giovanni Paolo II fece pubblicare la terza parte del segreto il 26 giugno 2000.

«Come parola chiave della prima e della seconda parte del segreto abbiamo scoperto quella di salvare le anime, così la parola chiave di questo segreto è il triplice grido: Penitenza, Penitenza, Penitenza! Ci ritorna alla mente l'inizio del Vangelo: convertitevi e credete nel Vangelo (Mc 1,15). Comprendere i segni del tempo significa: comprendere l'urgenza della penitenza – della conversione – della fede. Questa è la risposta giusta al momento storico, che è caratterizzato da grandi pericoli. Mi permetto di inserire qui un ricordo personale: in un colloquio con me suor Lucia mi ha detto che le appariva sempre più chiaramente come lo scopo di tutte quante le apparizioni sia stato quello di far crescere sempre più nella fede, nella speranza e nella carità – tutto il resto intendeva solo portare a questo.»
(Dal commento del cardinale Joseph Ratzinger sul segreto di Fatima) (Fonte: [A III])

Terza parte del segreto

«J. M. J. La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova da Iria, Fatima. Scrivo in atto di obbedienza a Voi, mio Dio, che me lo comandate per mezzo di Sua Eccellenza Reverendissima il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre.

Dopo le due parti che ho già esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora, un poco più in alto, un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo, indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: «Penitenza, Penitenza, Penitenza!»

E vedemmo in una luce immensa che è Dio: «qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti» un Vescovo vestito di bianco – abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre. Vedemmo vari altri Vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi, come se fosse di sughero con la corteccia.

Prima di arrivarvi, il Santo Padre attraversò una grande città mezza in rovina e, mezzo tremante, con passo vacillante, afflitto da dolore e da pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava sul suo cammino. Giunto sul monte, si inginocchiò ai piedi della grande Croce.

Allora fu ucciso da un gruppo di soldati che spararono contro di lui con armi da fuoco e frecce. Allo stesso modo morirono, uno dopo l'altro, i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e varie persone laiche, uomini e donne di diverse classi e posizioni.

Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli, ciascuno con un innaffiatoio di cristallo in mano. In essi raccoglievano il sangue dei martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.»

Tuy, 3 gennaio 1944
[A III.]

I piccoli apostoli di Nostra Signora

«Ti rendo lode, Padre …, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.» (Mt 11,25)

Secondo il disegno divino, una donna vestita di sole (Ap 12,1) è venuta dal Cielo su questa terra, alla ricerca dei piccoli prediletti dal Padre. Ella parla loro con voce e cuore di madre: li invita a offrirsi come vittime di riparazione, dicendosi pronta a condurli, sicuri, fino a Dio. Ed ecco, essi vedono uscire dalle sue mani materne una luce che penetra nel loro intimo, così che si sentono immersi in Dio, come quando una persona si contempla allo specchio: così essi stessi lo descrivono.

Più tardi Francesco, uno dei tre prediletti, spiegò:
«Stavamo ardendo in quella luce che è Dio e non ci bruciavamo. Com'è Dio! Non si può dire. Questo sì, che noi uomini non lo potremo mai dire.»
Dio: una luce che arde, però non brucia. Quanti accolgono in sé questa presenza divina diventano dimora e, di conseguenza, «roveto ardente» dell'Altissimo.

Ciò che più meravigliava e compenetrava san Francesco era Dio in quella luce immensa che li aveva raggiunti tutti e tre nel loro intimo. Soltanto a lui, però, Dio si fece conoscere «tanto triste», come egli diceva. Una notte, suo padre lo sentì singhiozzare e gli domandò perché piangesse; il figlio rispose: «Pensavo a Gesù, che è tanto triste a causa dei peccati che si fanno contro di Lui.» Un unico [...] desiderio muove ormai Francesco ed è quello di «consolare e far contento Gesù». [...]

Egli si dedica a una intensa vita spirituale, [...] così da raggiungere una vera forma di unione mistica con il Signore. E proprio questo lo conduce a una crescente purificazione dello spirito, mediante tante rinunce a ciò che gli piace, persino ai giochi innocenti dei bambini. Francesco sopportò senza alcun lamento le grandi sofferenze causate dalla malattia che lo portò alla morte. Tutto gli sembrava poco per consolare Gesù; morì con il sorriso sulle labbra. [...]

Il messaggio di Fatima è un richiamo alla conversione, un monito rivolto all'umanità a non stare al gioco del «drago», che con la coda trascinava un terzo delle stelle del cielo (Ap 12,4). L'ultima meta dell'uomo è il Cielo, sua vera casa, dove il Padre celeste, nel suo amore misericordioso, è in attesa di tutti. Dio vuole che nessuno si perda; per questo, duemila anni fa, ha inviato sulla terra il suo Figlio a cercare e a salvare ciò che era perduto (Lc 19,10).

Nella sua sollecitudine materna, la Santissima Vergine è venuta qui, a Fatima, per chiedere agli uomini di «non offendere più Dio, Nostro Signore, che è già molto offeso». È il dolore di madre che la obbliga a parlare; è in gioco la sorte dei suoi figli. Per questo ella dice ai pastorelli: «Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori; tante anime finiscono nell'inferno perché non c'è chi preghi e si sacrifichi per loro.»

La piccola Giacinta ha sentito e vissuto questa afflizione della Madre di Dio come propria e si è offerta eroicamente come vittima per i peccatori. [...] E quando per Francesco si avvicina il momento della dipartita, Giacinta gli raccomanda: «Da parte mia porta tanti saluti a Nostro Signore e a Nostra Signora e dì loro che sono disposta a sopportare tutto quanto vorranno per convertire i peccatori.»

Giacinta era rimasta così colpita dalla visione dell'inferno, avvenuta nell'apparizione del 13 luglio, che nessuna mortificazione e penitenza le sembrava troppa per salvare i peccatori. [...]

La mia ultima parola è per i bambini: cari bambini e bambine, la Madre di Dio ha davvero bisogno di tutti voi per consolare Gesù, che è triste per i torti che Gli si fanno; ha bisogno delle vostre preghiere e dei vostri sacrifici per i peccatori.

Chiedete ai vostri genitori e ai vostri educatori di iscrivervi alla «scuola» della Madre di Dio, affinché vi insegni a diventare come i pastorelli, i quali cercavano di fare quanto ella chiedeva loro. Vi dico: «Si progredisce più in poco tempo di sottomissione e dipendenza da Maria che durante anni interi di iniziative personali, appoggiati soltanto su se stessi.» (San Luigi Maria Grignion de Montfort, «Abhandlung über die vollkommene Andacht zu Maria», Freiburg/Schweiz 1925, n. 155).

È stato così che i pastorelli sono diventati rapidamente santi. Lasciandosi guidare con totale generosità da una Maestra così buona, Giacinta e Francesco hanno raggiunto in poco tempo le vette della perfezione. [...]

Il messaggio delle loro vite resti sempre vivo ad illuminare il cammino dell'umanità!

(Dall'omelia di Giovanni Paolo II per la beatificazione dei pastorelli Francesco e Giacinta, il 13 maggio 2000 a Fatima, in «Osservatore Romano», 19 maggio 2000)
«Lasciate che i bambini vengano a me …» (Mc 10,14)
«… su di loro riverso interi torrenti di grazie.» (Gesù a santa suor Faustina)

Lucia dos Santos

Lucia dos Santos nacque il 22 marzo 1907 ad Aljustrel. Era la maggiore dei tre bambini veggenti.

A 14 anni andò a Porto, al collegio delle Suore di Santa Dorotea a Vilar. Nel 1925, a 18 anni, scelse la vita religiosa ed entrò nell'Istituto di Santa Dorotea a Tuy e a Pontevedra (Spagna).

Poiché desiderava una vita con più silenzio, preghiera e penitenza, nel 1948 passò al Carmelo di Santa Teresa a Coimbra. Qui continuò a compiere la missione che Nostra Signora le aveva affidato: diffondere la devozione al Cuore Immacolato di Maria.

Nostra Signora venne il 13 febbraio 2005 per portarla a casa. Dal 19 febbraio 2006 le sue spoglie mortali riposano, accanto a quelle dei suoi due compagni, nella Basilica di Fatima.

«Mescolavamo le nostre lacrime con l'acqua, per poi berla alla stessa fonte nella quale le avevamo versate. Non doveva forse questa cisterna rappresentare l'immagine di Maria, nel cui cuore asciugavamo le nostre lacrime e trovavamo consolazione?» [1 E I. 3]

«Invoco sempre il Tuo rifugio, il Tuo nome, il Tuo Cuore, o Maria!»
(Suor Maria Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato)

Nota: Presso questo pozzo, dietro la casa dei genitori di Lucia, ebbe luogo nel 1917 la seconda apparizione dell'Angelo. Era anche il luogo dove i pastorelli amavano trattenersi per pregare insieme e condividere le loro gioie e le loro sofferenze.

San Francesco Marto

San Francesco Marto nacque l'11 giugno 1908 ad Aljustrel. Insieme alla sorella Giacinta e alla cugina Lucia ebbe la grazia di vedere tre volte un Angelo e sei volte la Madre di Dio. Da allora il suo unico ideale di vita fu dare gioia e consolazione a Gesù.

Per questo egli stesso voleva guardarsi con timore da ogni peccato e, se possibile, impedirlo anche negli altri, perché il Signore non dovesse essere triste. Con gioia offriva tutti i sacrifici possibili per consolare Gesù. Trascorreva molte ore da solo davanti al tabernacolo o si recava in un luogo appartato per portare consolazione al Signore. A quasi 11 anni, il 4 aprile 1919, Dio prese con sé il suo piccolo «angelo consolatore».

Un giorno mi disse:

«Sono stato molto contento di vedere l'Angelo. Ancora più gioia ho provato alla vista di Nostra Signora. Ma la cosa più bella è stato il Salvatore in quella luce che Nostra Signora ci ha fatto penetrare nel petto. Amo tanto Dio. Ma Egli è così triste per i molti peccati; non dobbiamo mai più commetterne uno.»
(dalle sue parole, [4 E I. 4])

Quando una volta espressi il mio dolore per la persecuzione che cominciava a levarsi contro di me dentro e fuori la nostra famiglia, egli volle incoraggiarmi e disse:

«Lascia stare! Non ha forse predetto Nostra Signora che avremmo avuto molto da soffrire per fare riparazione a Nostro Signore e al suo Cuore Immacolato per i peccati con cui sono offesi? Sono così tristi! Se possiamo consolarli con queste sofferenze, dovremmo rallegrarci.»
(dalle sue parole, [4 E I. 4])

Un giorno gli chiesi:

«Stai meglio?»
«No, mi sento peggio. Ma non durerà ancora molto e poi andrò in cielo. Là consolerò molto il Salvatore e la Madre di Dio.»
(dalle sue parole, [4 E I. 12])

Mentre Giacinta sembrava occupata soltanto dal pensiero di convertire i peccatori e di salvare le anime dall'inferno, egli pensava soltanto a consolare Nostro Signore e Nostra Signora, che gli sembravano così tristi. [4 E I. 12]

Il giorno prima della sua morte mi disse:

«Ancora poco tempo, e andrò in cielo!»
(il giorno prima della sua morte, [4 E I. 16])

Era già notte quando mi congedai da lui:

«Francesco, arrivederci! Se stanotte vai in cielo, non dimenticarti di me lassù, hai capito?»
«Non ti dimenticherò. Stai tranquilla!»
«Allora arrivederci, Francesco! […] Arrivederci in cielo!»
E il cielo si avvicinava. Là volò il giorno dopo, nelle braccia della sua Madre celeste.
(dalle sue ultime parole, [4 E I. 17])

Santa Giacinta Marto

Santa Giacinta Marto nacque l'11 marzo 1910 ad Aljustrel. Era la più piccola dei tre bambini veggenti. In aggiunta, fu ritenuta degna di altre apparizioni della Madre di Dio e vide anche più volte il Santo Padre. La sua vita successiva fu segnata da preghiera instancabile e da generosi sacrifici, per convertire i peccatori e fare riparazione al Cuore Immacolato di Maria. Giunta presto alla perfezione, all'età di quasi 10 anni, il 20 febbraio 1920 Dio prese con sé il suo piccolo «angelo di riparazione».

A volte baciava e abbracciava una croce e diceva:

«O Gesù mio, Ti amo e voglio soffrire molto per amore Tuo.»
([1 E III. 5])

Un giorno, durante la sua malattia, mi disse:

«Mi piace tanto dire a Gesù che Lo amo. Quando glielo dico molte volte, mi sembra di avere una fiamma nel petto, ma non mi brucio.»

Un'altra volta disse:

«Amo tanto Nostro Signore e Nostra Signora che non mi stanco mai di dire loro che li amo.»
([1 E II. 3])

Poco prima di dover andare in ospedale, disse:

«Non manca molto, e andrò in cielo. Tu rimani qui per dire alla gente che Dio vuole stabilire saldamente nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. […] Dillo a tutti che Dio ci dona le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, che gli uomini devono chiederle, che il Cuore di Gesù vuole che al Suo fianco sia venerato anche il Cuore della nostra Madre celeste. Si deve chiedere la pace alla nostra Madre celeste, perché Dio l'ha affidata a lei.»
([3 E 9])

Infine venne il giorno della sua partenza per Lisbona. L'addio fu straziante. A lungo mi tenne abbracciata e disse piangendo:

«Non ci rivedremo mai più! Prega molto per me finché non arrivo in cielo. Dopo, lassù pregherò per te. Ama molto Gesù e il Cuore Immacolato di Maria e fai molti sacrifici per i peccatori.»

Da Lisbona mi fece ancora dire che Nostra Signora l'aveva già visitata là. Le aveva rivelato l'ora e il giorno della sua morte, e mi raccomandò di essere molto buona.
([1 E III. 6])

Il 20 febbraio 1920 Giacinta morì nell'ospedale di Lisbona.

Il messaggio in sintesi

Il messaggio di Fatima è chiamato anche il riassunto del Vangelo formulato da Nostra Signora e comprende i seguenti punti principali:

  • La conversione risoluta

  • Il fedele adempimento dei comandamenti di Dio e dei doveri personali del proprio stato
    («La Regina del Santo Rosario non vuole altro che la santità. Nostra Signora di Fatima chiede il perfetto adempimento dei doveri del proprio stato … Ci sono anime che credono che si tratti di grandi e straordinarie mortificazioni e penitenze, delle quali si ritengono incapaci, e perciò si scoraggiano, mentre la cara Madre di Dio, quando chiede la penitenza, parla dell'adempimento dei doveri del proprio stato. In questo consiste la santità.»)
    (Suor Lucia in: Fátima und der Friede, p. 98)

  • La regolare ricezione dei sacramenti

  • La venerazione del Cuore Immacolato di Maria

    • mediante la consacrazione personale a Maria

    • mediante la preghiera meditativa, soprattutto del Rosario e delle preghiere di riparazione

    • mediante la pratica dei Sabati di riparazione al Cuore di Maria
      («Per accelerare e sostenere il trionfo del suo Cuore Immacolato, Maria desiderava che la pratica dei Sabati di riparazione fosse diffusa in tutta la Chiesa.»)
      (Cf. A I.)

    • mediante il portare lo scapolare bruno

  • L'apostolato conforme al proprio stato, in particolare la preghiera e il sacrificio di riparazione offerti in vece di altri

(«È da supporre che la Madre di Dio faccia dipendere il momento del suo grande trionfo, manifesto a tutto il mondo, dal numero di coloro che adempiono le sue richieste. Fino all'ora della vittoria può dunque restare solo nostro compito annunciare il messaggio e chiamare gli uomini a realizzarlo.»)
(Fátima und der Friede, p. 122)

Le preghiere di riparazione dell'Angelo

«Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano.»

«Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Ti adoro profondamente e Ti offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso. Per i meriti infiniti del Suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, Ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.»

Offerta del giorno

«Divino Cuore di Gesù, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria Ti offro tutto ciò che oggi prego, lavoro, offro e soffro, a nome di tutte le anime e per tutte le anime della santa Chiesa nei suoi tre stati, con quell'intenzione con cui Tu stesso preghi incessantemente e Ti offri sui nostri altari per la salvezza delle anime. Amen.»


«L'uomo non è mai più grande di quando è in ginocchio.»
(Papa San Giovanni XXIII)

Le Perle di Nostra Signora

«Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.»
(Mt 13,45-46)

Quando Maria ci esorta ripetutamente: «Pregate il Rosario ogni giorno!», ci consegna, per così dire, la Perla Preziosa del Vangelo, che è nascosta nei misteri del Rosario.

E chi tra noi non cerca la cosa più preziosa nella vita? Eppure così spesso tendiamo verso perle che brillano solo esteriormente ma sono senza valore per l'eternità. Perciò Maria ci supplica così ardentemente di «vendere» tutte le vane e ingannatrici perle di questa vita per acquistare l'unica Perla Preziosa.

Contemplando meditativamente i misteri del Rosario e collegandoli saldamente con il filo della nostra vita quotidiana, il regno dei cieli – e con esso Dio stesso – si apre sempre più a noi.

Le Promesse della Regina del Rosario

Il Beato Alano della Rupe (1428–1475), predicatore domenicano del Rosario, racconta di un'apparizione della Madre di Dio. Ella gli affidò il compito di promuovere e diffondere la preghiera del Rosario. Maria ha promesso innumerevoli grazie a coloro che la invocano attraverso questa preghiera con piena confidenza.

Delle 15 promesse in totale, cinque sono date qui:

  • «Prometto la mia speciale protezione e grandi grazie a tutti coloro che pregano devotamente il salterio del mio Rosario.»
    (Cf. il miracolo della preghiera di Hiroshima: Nel terribile bombardamento atomico su Hiroshima il 6 agosto 1945, quattro padri gesuiti furono protetti in modo inspiegabile dagli orribili effetti delle radiazioni atomiche. In un raggio di 1,5 chilometri erano gli unici sopravvissuti tra centinaia di migliaia. Persino la loro canonica, a solo otto isolati dal centro dell'esplosione, rimase in piedi, sebbene tutti gli edifici intorno fossero completamente distrutti. I circa 200 medici e scienziati sentirono ripetutamente la stessa risposta alle loro molte domande: «Come missionari volevamo semplicemente vivere il messaggio della Madre di Dio di Fatima nella nostra vita e quindi pregavamo il Rosario ogni giorno.» Questo è il messaggio portatore di speranza di Hiroshima: La preghiera del Rosario è più potente della bomba atomica. Oggi nel centro della città ricostruita c'è una chiesa commemorativa mariana dove il Rosario è pregato giorno e notte. [Fonte: http://www.gnadenquelle.de/hiroshima.htm])

  • «Il Rosario fa rifiorire la virtù e le opere di pietà. Attraverso di esso, le anime ricevono la pienezza della misericordia divina.»
    Convertirà i cuori, e cominceranno a disprezzare le cose terrene, ad amare le cose celesti e a fare rapidi progressi. Molte anime saranno salvate attraverso il Rosario.

  • «Tutti coloro che pregano devotamente il Rosario e contemplano i misteri non saranno abbattuti dalla sventura e saranno preservati da una morte imprevista. Se sono in peccato, otterranno la grazia della conversione; se sono giusti, la grazia della perseveranza, e diventeranno partecipi della vita eterna.»

  • «Molto presto libererò dal purgatorio le anime che nella loro vita hanno amato il mio Rosario.»

  • «I fedeli figli del mio Rosario gioiranno di grande gloria in cielo.»

(Da: Perlen und Rosen)

I Misteri del Rosario

L'Apertura:

  • Nel nome del Padre … (Segno della Croce)

  • Io credo in Dio … (Credo degli Apostoli)

Poi seguono:

  • 1 Padre nostro

  • 3 Ave Maria (Ave Maria), in ciascuna delle quali, dopo il nome «Gesù», sono inserite le tre virtù divine:

    • … accresci la nostra fede

    • … rafforza la nostra speranza

    • … accendi il nostro amore

Questa apertura si conclude con un Gloria al Padre.

Struttura dei Misteri del Rosario:

Per ciascuno dei misteri del Rosario, prima:

  • 1 Padre nostro è pregato.
    Poi seguono:

  • 10 Ave Maria con il rispettivo testo di meditazione*, inserito dopo il nome «Gesù».
    Alla fine di ogni mistero:

  • Gloria al Padre

  • La cosiddetta preghiera di Fatima:
    «O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente quelle che hanno più bisogno della Tua misericordia.»

(«Le parole che pronunciamo in preghiera sono parole dell'Angelo, parole dello Spirito Santo … Ciò che è nuovo del Rosario è davvero solo che ci soffermiamo su queste parole; che le ripetiamo, perché le grandi cose non diventano noiose con la ripetizione. Solo il banale ha bisogno di varietà … Il grande diventa più grande ripetendolo, e noi stessi diventiamo più ricchi con ciò …»)
(Cardinale Joseph Ratzinger, al Katholikentag tedesco 1984)

I Misteri del Rosario:

I Misteri Gaudiosi

  1. … che tu, o Vergine, hai concepito per opera dello Spirito Santo.

  2. … che tu, o Vergine, hai portato a Elisabetta.

  3. … che tu, o Vergine, hai partorito a Betlemme.

  4. … che tu, o Vergine, hai presentato al Tempio.

  5. … che tu, o Vergine, hai ritrovato nel Tempio.

I Misteri Luminosi

  1. … che è stato battezzato da Giovanni.

  2. … che Si è rivelato alle nozze di Cana.

  3. … che ci ha proclamato il regno di Dio.

  4. … che è stato trasfigurato sul monte.

  5. … che ci ha donato l'Eucaristia.

I Misteri Dolorosi

  1. … che ha sudato sangue per noi.

  2. … che è stato flagellato per noi.

  3. … che è stato coronato di spine per noi.

  4. … che ha portato per noi la pesante Croce.

  5. … che è stato crocifisso per noi.

I Misteri Gloriosi

  1. … che è risorto da morte.

  2. … che è salito al cielo.

  3. … che ci ha mandato lo Spirito Santo.

  4. … che ti ha assunta in cielo, o Vergine.

  5. … che ti ha incoronata in cielo, o Vergine.


«La beatissima Vergine ha dato alla preghiera del Rosario tale efficacia che non c'è problema nella nostra vita che non potrebbe essere risolto attraverso questa preghiera.» (Lucia dos Santos)

«Quando preghiamo, diventiamo un raggio dell'amore di Dio: a casa, dove viviamo, e infine per tutto il vasto mondo.» (Santa Madre Teresa)

«Il Rosario è la mia preghiera preferita. È una preghiera meravigliosa, meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.» (Papa San Giovanni Paolo II)

Anche Josefinchen ha scoperto la «Perla Preziosa»:
«Ave, Maria …»

Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

Santissima Vergine Maria! Madre di Dio e mia Madre! Mi consacro al Tuo Cuore Immacolato con tutto ciò che sono e ho. Prendimi sotto la Tua protezione materna! Preservami da ogni pericolo. Aiutami a superare le tentazioni che mi conducono al male, perché possa conservare la purezza del mio corpo e della mia anima. Che il Tuo Cuore Immacolato sia il mio rifugio e la via che mi conduce a Dio.

Ottienimi la grazia di pregare e sacrificarmi spesso per amore di Gesù, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Tuo Cuore Immacolato. In unione con Te e il Cuore del Tuo divino Figlio, desidero vivere in piena consacrazione alla Santissima Trinità, in cui credo, che adoro, in cui spero e che amo. Amen.
(Suor M. Lucia di Fatima)

Imprimatur: Fatima, 1 luglio 2006, Antonio, Ep. Leir.-Fatimensis


Quando ci consacriamo alla Madre di Dio per fare tutto con Maria, in Maria, attraverso Maria e per Maria, ella ci conduce sicuramente alla piena consacrazione a Gesù. Allo stesso tempo, attraverso questa consacrazione mettiamo i nostri beni interiori ed esteriori, sì anche il valore di tutte le nostre buone opere, nelle mani di Maria, affinché ella li preservi, accresca e abbellisca. Ciò che affidiamo così a Maria non può essere sottratto da nessun uomo, né dal malevolo nemico, né dalla nostra debolezza. Inoltre, con ciò pratichiamo la carità cristiana al massimo grado, perché permettiamo a Maria di disporre dei nostri beni spirituali per il bene dei vivi e dei defunti.
(Cf. San L. M. Grignion de Montfort, Das Goldene Buch, pp. 233–238)

Consacrazione al Gesù Misericordioso

Gesù Misericordioso, la Tua bontà è infinita e i tesori delle Tue grazie sono inesauribili.

Ripongo fiducia illimitata nella Tua misericordia, che supera tutte le Tue opere.
Mi consacro interamente a Te, per vivere nei raggi della Tua grazia e del Tuo amore che emanarono dal Tuo Cuore sulla Croce.

Desidero diffondere la Tua misericordia e specialmente pregare la Tua coroncina, per implorare la Tua misericordia per noi, per la conversione dei peccatori, per il mondo intero e per le Anime del Purgatorio.

Ma Tu mi proteggerai come Tuo possesso e Tuo onore, poiché temo tutto dalla mia debolezza e spero tutto dalla Tua misericordia.

Che tutta l'umanità riconosca l'insondabile profondità della Tua misericordia, riponga in essa tutta la sua speranza e la lodi per tutta l'eternità. Amen.

Gesù, confido in Te,
poiché Tu sei la mia fiducia!

Scambio dei Cuori

Scambio dei Cuori con Maria

Metti, o Madre meravigliosa, al posto del mio cuore peccaminoso il Tuo Cuore Immacolato, affinché lo Spirito Santo operi in me e il Tuo divino Figlio cresca in me.
Esaudisci la mia richiesta, o grande, o fedele Mediatrice di tutte le grazie. Amen.

Scambio dei Cuori con Gesù

Metti, o buon Gesù, al posto del mio cuore peccaminoso il Tuo divino Cuore trafitto, affinché lo Spirito Santo operi in me e Tu, Gesù Misericordioso, cresca in me.
Esaudisci la mia richiesta, o buono, o fedele e amorevole Gesù, affinché Tu regni presto come Re della Pace su questo mondo. Amen.

Nota:

  • Lo scambio dei cuori con Gesù è preparato dallo scambio dei cuori con Maria. Maria, la grande Mediatrice delle grazie, riversa tutte le grazie sul nostro cuore e prepara il nostro cuore allo scambio dei cuori con Gesù.

  • Lo scambio dei cuori con Gesù trasforma il nostro cuore e dà alla grazia libero corso, affinché possiamo riconoscere e adempiere la volontà di Dio. È la consacrazione totale personale a Dio con l'obiettivo che Cristo regni in noi e sul mondo come Re della Pace.

«Non la più piccola preghiera, non una lacrima di bisogno segreto, non un respiro di desiderio segreto diretto a Dio sarà mai invano! Pure nel tempo di Dio e nel Suo modo saranno ricondotte come nuvole di benedizione e cadranno su di te e su tutti coloro per cui preghi in un torrente di misericordia.»

Non scoraggiarti!

«Non ti lascerò mai.
Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio
e la via che ti condurrà a Dio.»
(Maria a Lucia il 13 giugno 1917)


Il Segno della Croce

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Credo degli Apostoli

Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Padre Nostro

Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome.
Venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.