Vedete quanto è grande l'amore del Padre!
Dalle rivelazioni del Padre celeste a Madre Eugenia E. Ravasio
Dio ti vede, chiunque tu sia, personalmente, così come sei. Ti «chiama per nome». Ti vede e ti comprende come ti ha creato. Sa ciò che è in te: ogni tuo sentimento, pensiero, le tue doti e i tuoi desideri, la tua forza e la tua debolezza. Ti vede nel tuo giorno di gioia e nel tuo giorno di dolore. Partecipa alle tue speranze e alle tue prove: prende parte alle tue paure e ai tuoi ricordi, a ogni slancio e a ogni caduta del tuo spirito. Ti avvolge da ogni parte e ti porta sulle Sue braccia. Legge nei tuoi lineamenti se sorridono o portano lacrime, se fioriscono di salute o appassiscono nella malattia. Guarda con tenerezza le tue mani e i tuoi piedi. Ascolta la tua voce, il battito del tuo cuore, perfino il tuo respiro. Tu non ami te stesso più di quanto Egli ti ama. San John Henry Newman
Questo opuscolo del Movimento Mariano di Sacerdoti e Laici raccoglie le rivelazioni del Padre celeste a Madre Eugenia Elisabetta Ravasio (1907–1990): il Suo grande desiderio di essere riconosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini come Padre amorevole, insieme alle testimonianze dell'esame ecclesiastico di questo messaggio, nonché preghiere e una novena del Padre nostro al Padre celeste.
Maria, l'Immacolata Concezione, circondata da angeli
Sulla via del cuore del Padre
Che ne siamo consapevoli o no, tutti siamo sulla via verso il cuore del Padre. E sant'Agostino dà voce a ciò che sentiamo nell'anima quando, nel suo cammino di conversione, prega: Inquieto è il nostro cuore, finché non riposa in Te, o Dio!
Se consideriamo le variopinte e molteplici storie di vita dei santi, incontriamo alcuni che hanno trovato il loro posto nel cuore del Padre celeste fin dall'infanzia, e altri che, dopo molti smarrimenti e deviazioni, come ad esempio san Paolo, hanno scoperto il Suo amore paterno e la vera fede. E tante creature umane che camminano su questa terra, cosparsa di cardi e di spine, tornano a casa, all'àncora di salvezza del cuore paterno di Dio, solo nell'ultima ora della loro vita.
Ora si pone la domanda decisiva: come troviamo la via verso il cuore del Padre, o piuttosto, come il Padre trova la via verso il nostro cuore?
Su questo Gesù ci dà nel Vangelo una risposta molto chiara e comprensibile per ogni bambino: Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me! (Gv 14,6)
E il Salvatore prosegue: Se uno Mi ama, osserverà la Mia parola, e il Padre Mio lo amerà, e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (Gv 14,23)
Con ciò Gesù vuole dirci che Dio stesso si mette in cammino verso di noi, se noi soltanto aneliamo a Lui con tutto il cuore, Lo amiamo e uniamo la nostra volontà alla Sua.
Così gli costruiamo, per così dire, una scala celeste d'oro, attraverso la quale Egli può discendere nel nostro povero cuore umano, per erigervi il trono della Sua gloria.
Perché la gloria di Dio è l'uomo vivente, dice sant'Ireneo.
Il modello più bello su questa via di unione con Dio è per noi la beatissima Vergine Maria, che con il suo grande amore e il suo desiderio ha fatto discendere il Redentore nel suo grembo verginale.
Allo stesso tempo, però, la Madre di Dio è anche la grande mediatrice di grazia, che ci conduce al suo amato Figlio. Perché attraverso Maria giungiamo a Gesù, e attraverso Gesù, che per noi si è fatto ponte, al Padre celeste.1
1 Poiché il mondo ha prodotto spine e dolore a causa del peccato, e questo fiume scorre come un mare in tempesta, Io vi ho dato il ponte affinché non anneghiate. (…) Ma il fatto che Mio Figlio si sia fatto ponte per voi non basta per ottenere la vita: dovete anche percorrere questa via sul ponte. (Da: Der Dialog, Caterina da Siena, Ein Gespräch mit Gott über Seine Vorsehung, Kleinhain 2017, pp. 52–53, 100)
O Immacolata, quando finalmente regnerai nei cuori di tutti e di ciascuno? Quando finalmente tutti gli abitanti della terra riconosceranno Te come Madre e il Padre celeste come Padre? San Massimiliano M. Kolbe
Vergine con la corona di stelle,
purissima Vergine, Ti salutiamo.
Volgi lo sguardo dal trono di grazia
là dove scorre la nostra lacrima.
Volgi lo sguardo dalla Tua gioia,
dove cammini tra gli angeli
e con la veste immacolata
stai davanti al trono del Padre.
Intercedi lì per i Tuoi figli
presso il trono di grazia del Padre,
e riconciliaci, poveri peccatori,
lì con Gesù, Tuo Figlio.
Essere puri e vivere puri,
dona a noi, Purissima, il Tuo spirito.
Aiutaci a tendere alla virtù,
conducici verso il cielo.
Dio Padre con un angelo (Guercino)
L'ambulatorio del Padre celeste
Quando in una classe scolastica fu posta la domanda: Dove abita il buon Dio?, una bambina, figlia di un medico, si fece avanti con coraggio e rispose, pensando al proprio papà: Il buon Dio, il nostro Padre celeste, abita in cielo, ma il Suo ambulatorio lo ha sulla terra. Questa bambina ha colto davvero nel segno, perché dopo la caduta nel peccato la nostra terra si è trasformata in un enorme ospedale.
Quanto è consolante sapere che, tra tutti questi «pazienti» contagiati dal peccato originale, vive e opera il medico divino stesso, per guarire i Suoi figli gravemente feriti e ricondurli a casa, per la vita eterna, con le «cure» più scelte e preziose. Con tutto ciò che questa vita terrena ci offre di bello e lieto, ma anche con le difficoltà con cui ci mette alla prova, il divino primario applica le Sue terapie speciali e ci porge, attraverso la Sua provvidenza benevola, che in ogni istante ci avvolge con amore, i migliori mezzi di salvezza e di santificazione per corpo e anima.
L'istituzione più importante nel grande ospedale di questo mondo è la santa Chiesa cattolica, che il nostro Signore Gesù Cristo stesso ha fondato e alla quale ha affidato tutti i Suoi meriti redentivi.
Essa è come un nuovo giardino dell'Eden, nel quale la fonte zampillante dei santi sacramenti si riversa su tutto il mondo in un flusso di grazia settuplice. Coloro che attingono con zelo da questa sorgente divina ricevono grazie abbondanti per affrontare bene le sfide della vita quotidiana e per superare vittoriosamente anche gli assalti del diavolo, il cui odio e la cui invidia sfrenati non possono sopportare l'amore tra Dio e l'uomo.2
Con tenera sollecitudine pastorale Dio Padre un giorno parlò a santa Caterina da Siena:
Rimanete come pecorelle nel giardino della santa Chiesa, pascolando con santo desiderio e continue preghiere, offrendole a Me per loro, poiché voglio avere misericordia del mondo intero. Non allontanatevi da questo pascolo, né a causa di un'ingiustizia che vi è stata fatta, né perché vi va bene, poiché non voglio che alziate la testa, né con impazienza né con gioia disordinata. Piuttosto, attendete con umiltà al Mio onore, alla salvezza delle anime e al rinnovamento della santa Chiesa. Questo sarà per Me un segno che voi, tu e gli altri, Mi amate in verità.3 Il Padre celeste a santa Caterina da Siena
2 Cfr. 1 Pt 5,8-9.
3 Der Dialog, p. 359.
Dio vuole condurre le anime alla santità. Per questo lascia sussistere la società umana, nonostante il verme che la rode attraverso tante anime che bestemmiano il Suo nome e disprezzano i Suoi comandamenti. Nella Sua benevola provvidenza guida al bene anche il male che avviene nel mondo, per tutti coloro che Lo amano e si affidano a Lui. In tutto il mondo non permette alcun evento né tollera alcun male senza che ciò contribuisca al progresso delle anime.
Dio si prende cura del Suo mondo magnificamente costruito e, senza fatica, potrebbe costruirne mille altri, più potenti e più belli. Ma ciò che occupa maggiormente i Suoi pensieri, ciò che tocca soprattutto il Suo cuore e fa gioire il cielo, sono le anime: l'innocenza conservata o ritrovata, un atto d'amore, la decisione di un'anima di donarsi interamente al Signore, un sospiro di desiderio del Suo cuore, una preghiera. Quando questo desiderio del Padre celeste trova nel nostro cuore una risposta amorosa, e la sete per il Suo onore e per la salvezza delle anime dà sempre più senso e meta alla nostra vita, allora abbiamo il motivo più bello e profondo per la vera gioia. Con questo atteggiamento camminiamo infatti, per così dire, sulle orme di Gesù, per il quale l'onore del Padre e la salvezza delle anime furono il battito di tutta la Sua vita divino-umana.4
E voi, che lavorerete per il Mio onore e vi adopererete perché Io sia conosciuto, onorato e amato, vi assicuro che la vostra ricompensa sarà grande, perché tengo conto di tutto, anche del vostro minimo impegno, e ve lo ripagherò cento volte nell'eternità. Parole del Padre divino a Madre Eugenia
4 Cfr. Gv 4,32-34: Il Mio cibo è fare la volontà di colui che Mi ha mandato. La volontà del Padre, però, è la salvezza degli uomini, la redenzione del mondo. Collaborare a questa cura per la salvezza attraverso la preghiera e il sacrificio santa Caterina da Siena lo chiama «mangiare anime» o «divorare anime» … Ciò significa che la cura per la salvezza del prossimo giova anche alla propria anima e la nutre, perché questa cura corrisponde profondamente alla volontà divina del Padre. (Ibid., p. 171)
L'alberello del Padre celeste
Per ricordarci di nuovo le grandi verità salvifiche della fede cattolica, nel 1932 il Padre celeste ci donò un messaggio davvero speciale per mezzo di Madre Eugenia Elisabetta Ravasio (1907–1990), a cui comunicò il Suo grande desiderio di essere riconosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini.
Ma chi era Madre Eugenia, che il Padre celeste era solito chiamare con affetto «Mia figlia prediletta, Mio alberello»?
Madre Eugenia, originaria dell'Italia settentrionale, fu missionaria nella congregazione di Nostra Signora degli Apostoli e visse in dedizione eroica per l'unità di tutti gli uomini come figli di Dio in Cristo e a gloria del Padre celeste.
Con questa intenzione fondò a Roma l'«Unitas in Christo ad Patrem», che ancora oggi porta avanti il suo carisma.
Come superiora generale aprì numerosi noviziati, centri con cappella, scuole e reparti di cura in Europa. Scoprì il primo farmaco contro la lebbra e realizzò l'idea di una città per i malati di lebbra, che fece costruire tra il 1938 e il 1941 ad Azopté (Costa d'Avorio).
Il 1° luglio e il 12 agosto 1932 ricevette il messaggio del Padre, che le apparve in forma visibile per affidarle la missione di preparare gli uomini ad accogliere nel loro cuore il Padre, che vuole fondare in essi e con essi il Suo regno d'amore.
Il Padre celeste e Cristo, Alfa e Omega (miniatura)
Il chicco di grano che cade in terra
Nel 1947 Madre Eugenia fu rieletta superiora generale per un terzo mandato, con un'autorizzazione eccezionale, in ragione del suo straordinario amore e della sua incredibile capacità di guida. Ma Dio permise che una suora delle proprie file la denunciasse e la calunniasse presso il Sant'Uffizio. Di conseguenza la superiora, colmata di grazie, dovette rinunciare al suo incarico. Le fu vietato di parlare del messaggio, e da tutte le case missionarie dovettero essere rimosse le immagini del Padre divino. Interiormente Madre Eugenia comprese che presto le sarebbe stato chiesto di lasciare il suo istituto, cosa che nel 1956 avvenne davvero, dopo una lunga serie di calunnie e di accuse. Allo stesso tempo Dio le fece capire che avrebbe fondato una nuova congregazione. Negli anni seguenti Madre Eugenia lottò per trovare chiarezza su come adempiere questo incarico. Furono diversi anni di oscurità interiore e di molte sofferenze esteriori. Solo nel 1980 ottenne il permesso ecclesiastico di fondare le missionarie «Unitas in Christo ad Patrem». E nel 1989 il vicario generale dello Stato della Città del Vaticano, Pietro Canisio van Lierde OSB, concesse l'imprimatur al messaggio.
Madre Eugenia aveva donato tutto a Dio, e così anche Lui le diede tutto ciò che Gli chiese. Per questo molti si rivolsero a lei con fiducia nella sua potenza di intercessione. Un giorno venne da lei anche una ragazza paralizzata. Madre Eugenia le promise: Stai tranquilla, prendo su di me la tua sofferenza. Sei ancora giovane e devi ancora fare molto bene. Poco dopo diverse persone furono testimoni di come la malata si alzò e poté camminare senza alcun aiuto. Madre Eugenia invece trascorse gli ultimi anni della sua vita su una sedia a rotelle. Così offrì la sua vita come sacrificio di espiazione, senza riserve, nelle mani del Padre, affinché si realizzasse al più presto ciò che Egli le aveva già fatto riconoscere nel 1947:
Un giorno il seme germoglierà e il suo frutto splenderà in tutto il mondo e in ogni cuore. E tutti, dal Santo Padre fino all'ultimo credente, parleranno del Padre divino, che è l'Alfa e l'Omega della nostra vita e della nostra unità in noi stessi, nella famiglia e nella Chiesa, e lo sarà per sempre. Il Padre celeste a Madre Eugenia, 1947
Il 10 agosto 1990 la profetessa del Padre divino morì all'età di 83 anni, in fama di santità.
Io devo essere il sorriso del Padre. Le lacrime che hanno valore non sono quelle che cadono, ma quelle che salgono verso l'alto.5 Madre Eugenia E. Ravasio
5 Madre Eugenia parla qui del dolore offerto nell'amore, che porta frutti abbondanti quando è unito alle sofferenze del Redentore.
L'esame ecclesiastico
Quando papa Pio XII venne a sapere di Madre Eugenia, inviò il padre Girard Matthieu, un sacerdote di sua fiducia, per ottenere informazioni di prima mano. Mentre il padre attendeva Madre Eugenia, la vide avvicinarsi dalla fine del corridoio: fluttuava a mezzo metro da terra, circondata da una luce radiosa che emanava da lei. Questo miracolo Dio lo operò come prova d'autenticità delle Sue rivelazioni a quest'anima eletta.
Dopo un periodo d'esame di dieci anni sotto la guida del vescovo Alexandre Caillot (1861–1957), il messaggio del Padre celeste, che Madre Eugenia ricevette in lingua latina, fu dichiarato autentico.6
6 Questo pastore d'anime molto esperto e zelante aveva istituito appositamente una commissione per esaminare il messaggio e la sua destinataria. Per dieci anni vari teologi lavorarono a questo incarico, e non si trattava soltanto del contenuto del messaggio, ma soprattutto del fatto che il Padre divino si era mostrato visibilmente come persona a Madre Eugenia. Nel gennaio 1934 i teologi trovarono in san Tommaso d'Aquino la risposta alle loro obiezioni. La risposta del grande dottore della Chiesa sulla distinzione tra «apparizione» e «missione» era convincente: superò l'ostacolo che paralizzava l'intera indagine. Il fatto che il Padre divino abbia dato il messaggio in lingua latina, mentre Madre Eugenia, a causa della sua istruzione scolastica di soli tre anni, non parlava il latino, fu un'ulteriore forte prova d'autenticità per il vescovo Alexandre Caillot.
Secondo scienza e coscienza e nella piena consapevolezza della mia responsabilità davanti alla Chiesa, dichiaro: solo un intervento soprannaturale e divino mi sembra in grado di spiegare in modo logico e soddisfacente l'insieme dei fatti. Indipendentemente da tutte le altre circostanze, mi sembra che questo fatto essenziale sia pieno di nobiltà, di grandezza e di fecondità soprannaturale. Un'umile religiosa ha ricordato alle anime la vera religione, così come Gesù l'ha insegnata e come la Chiesa l'ha stabilita nella sua liturgia. (…) Credo che qui sia all'opera la mano di Dio, e dopo dieci anni di indagini, di riflessione e di preghiera lodo il Padre che Si è degnato di scegliere la mia diocesi come luogo di una manifestazione così commovente del Suo amore. + Alexandre Caillot, vescovo di Grenoble
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Mt 11,25
Il Padre parla ai Suoi figli
Il motivo della Sua venuta
- Depongo la Mia corona e tutta la Mia gloria, per assumere l'atteggiamento umile di un uomo comune!
- Vengo per scacciare definitivamente il timore eccessivo che le Mie creature hanno di Me. Voglio far capire loro che è Mia gioia essere conosciuto e amato dai Miei figli e dalle Mie figlie, cioè da tutta l'umanità presente e futura.
- La Mia presenza tra voi è come il sole sulla terra. Se siete pronti ad accoglierMi, Mi avvicinerò molto a voi. Prenderò dimora in voi, vi illuminerò e vi riscalderò con il Mio amore infinito.
- Oh, come è stato dimenticato il Mio amore paterno dagli uomini! Eppure vi amo con tanta tenerezza.
- Se Mi amate e Mi chiamate con fiducia con questo nome amabile di Padre, già qui sulla terra iniziate a vivere quell'amore e quella fiducia che nell'eternità costituiranno tutta la vostra felicità.
Vi ho amati, dice il Signore. Ml 1,1
La Sacra Famiglia con l'agnello (dipinto di Raffaello)
Il Padre delle famiglie
- Se le famiglie Mi onorano e Mi amano come loro Padre, manderò loro la pace e con essa la Mia provvidenza.
- Quanto sarebbe grande la Mia gioia, se vedessi i genitori insegnare ai loro figli a chiamarMi spesso per il Mio nome, a chiamarMi Padre, perché è questo ciò che Io sono in realtà! Quanto desidero vedere nascere in queste giovani anime fiducia e amore verso di Me, l'amore dei figli per il Padre! Io ho fatto tutto per voi: lo farete ora per Me?
- Vorrei abitare in ogni famiglia, come nella Mia casa, affinché tutti possano dire con la massima sicurezza: abbiamo un Padre che è infinitamente buono, infinitamente ricco e inimmaginabilmente misericordioso. Egli pensa a noi e ci è vicino, veglia su di noi, Egli stesso ci protegge e ci darà tutto ciò che ci manca, se Lo pregheremo. Tutte le Sue ricchezze sono nostre: avremo tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! 1 Gv 3,1
Il Padre celeste (dipinto)
Il Padre di tutti gli uomini
- Se qualcuno Mi ama e si affida a Me, in tutte le sue necessità, in ogni suo smarrimento, nelle sofferenze e in ogni afflizione, gli manderò un raggio di pace, soprattutto quando Mi invoca e Mi ama come suo Padre.
- Se i lavoratori, gli industriali e gli altri artigiani Mi invocano e Mi onorano, donerò loro la Mia pace e la Mia forza e Mi mostrerò a loro come un Padre buono e misericordioso.
La più grande buona intenzione
Padre celeste, Ti offro tutto ciò che farò, offrirò e soffrirò, unito ai meriti di Gesù e di Maria, a nome di tutte le anime e per tutte le anime della santa Chiesa intera, con la volontà di operare e di continuare a operare così in eterno. Amen.7
7 Se preghi queste parole, risvegli nel modo più perfetto la buona intenzione. Anche le persone che così pregano partecipano alla comunione dei santi, o meglio: ogni volta che usano queste parole entrano quasi di nuovo, ancora più strettamente, nella comunione dei santi, non soltanto dei santi del cielo, ma di tutte le membra della Chiesa nei suoi tre stati. Perciò nessuno può iniziare il nuovo giorno con Dio in modo più eccellente. (Da: Aszese und Mystik, di Prof. Albert Drexel, Jestetten 1977)
- Quando in ogni comunità cristiana Mi si invoca e Mi si onora, donerò la Mia pace e Mi mostrerò come il più amorevole dei padri e, grazie alla Mia potenza, assicurerò alle anime la salvezza eterna.
- Quando tutta l'umanità Mi invoca e Mi onora, le manderò lo spirito di pace, che scenderà su di essa come una rugiada benedetta.
Ritorno del figlio prodigo al padre misericordioso
Il Padre misericordioso
- Se tutte le nazioni Mi invocheranno e Mi onoreranno allo stesso modo, non ci saranno più discordie né guerre, perché Io sono il Dio della pace e dove Io sono non ci sarà guerra.
Beati coloro che ti amano, beati coloro che esulteranno per la tua pace. Tb 13,15
- Avvicinatevi alla Mia sorgente, che scaturisce sempre dalle profondità paterne del Mio cuore (…) e immergetevi nell'oceano del Mio amore, per vivere soltanto in Me. Se volete bere a questa sorgente, allora scrutateMi, imparate a conoscerMi; e non appena Mi conoscete, immergetevi nell'oceano del Mio amore, affidandovi a Me con una fiducia che vi trasforma e alla quale Io non posso resistere, così che vi perdonerò le vostre mancanze e vi colmerò con le grazie più grandi.8
8 Madre Eugenia annota: Nostro Padre mi ha detto in un colloquio confidenziale: «La sorgente sta come simbolo del Mio essere conosciuto, e l'oceano sta per il Mio amore e per la vostra fiducia.»
Sono venuto per farvi assaporare la vera libertà, la libertà da cui sgorga la vera beatitudine: tutte le gioie di questa terra non sono nulla in confronto a questa felicità.
Voi, Miei figli, che vi trovate fuori dalla Chiesa cattolica, sappiate che il Mio amore paterno non vi esclude. Mi rivolgo a voi con il Mio tenero appello, perché anche voi siete Miei figli. Anche se finora avete ceduto alle seduzioni con cui il diavolo vi allettava, riconoscete che vi ha ingannati; venite a Me, vostro Padre, e Io vi accoglierò con gioia e amore!
E voi, Miei figli, che vivete nelle tenebre perché avete perduto la vostra fede: alzate lo sguardo e vedrete luminosi raggi che vi illumineranno. Io sono il sole che splende su di voi, che è caldo e vi riscalda. Guardate e riconoscerete che Io sono il vostro Creatore, il vostro Padre, il vostro unico Dio.
Venite, venite a Me con fiducia. (…) I vostri peccati sono per Me come il ferro, le vostre opere d'amore come l'oro. (…) Questo significa che con un poco di amore vengono annullati misfatti infinitamente grandi.
Tutti coloro che Mi chiamano di cuore con il nome di Padre, anche solo una volta, non andranno perduti; no, a loro è assicurata la vita eterna nella comunione degli eletti.
Signore, mio Padre sei Tu, mio Dio, mio salvatore potente. Sir 51,10
Il Padre accoglie tra le Sue braccia il Figlio offerto (Trono di grazia)
Le vie del Padre
Vengo a voi per due vie: attraverso la Croce e l'Eucaristia.
La Croce è la Mia via per scendere verso i Miei figli, perché attraverso la Croce vi ho redenti mediante Mio Figlio. Per voi la Croce è la via per salire a Mio Figlio, e attraverso Mio Figlio a Me. (…)
Nell'Eucaristia dimoro in mezzo a voi come un padre nella sua famiglia. Ho voluto che Mio Figlio istituisse l'Eucaristia per fare di ogni tabernacolo un vaso delle Mie grazie, delle Mie ricchezze e del Mio amore, affinché Io possa distribuirli agli uomini, Miei figli.
Attraverso queste due vie faccio scorrere senza sosta la Mia forza e la Mia infinita misericordia verso gli uomini.
Comprendo la debolezza dei Miei figli. Per questo ho chiesto a Mio Figlio di donare loro dei mezzi per rialzarsi dopo le cadute nel peccato. Questi mezzi li aiuteranno a purificarsi dal peccato, affinché tornino ad essere figli del Mio amore. Questi mezzi sono principalmente i sette sacramenti, e un mezzo molto importante, soprattutto, è la Croce, perché vi salverà nonostante le vostre cadute: è il sangue di Mio Figlio, che ad ogni istante si riversa su di voi, a condizione che lo accogliate, e precisamente tanto attraverso il sacramento della penitenza, quanto attraverso il Santo Sacrificio della Messa.9
9 La celebrazione della santa Messa è fonte e culmine di tutta la vita cristiana, il culto più alto, la misteriosa ripresentazione del sacrificio della Croce di Gesù Cristo. Nell'obbediente donazione di Gesù viene tributata al Padre ogni gloria e onore. Al tempo stesso l'amore di Cristo apre a ogni uomo una via che conduce al cuore del Padre. Tutto il nostro essere, la nostra debolezza umana, le nostre preoccupazioni e le nostre necessità, come anche la colpa di tutti gli uomini, lo deponiamo nell'evento della consacrazione della santa Messa. Perché nel corpo spezzato e nel sangue versato di Cristo troviamo guarigione ed espiazione per i peccati del mondo intero. Il fratel Kostka Wasel (1868–1946), missionario del Verbo Divino (Steyler) colmato di grazie, ha potuto vivere per oltre quarant'anni, in visioni, il mistero del santo sacrificio della Messa. Descrive in modo particolarmente toccante come, nel momento della consacrazione, il Padre celeste accoglie tra le Sue braccia il Figlio offerto. Nel Suo amatissimo Figlio il Padre accoglie però anche noi, Suoi figli, tra le Sue braccia, e possiamo essere certi che questo è il momento più grande e sublime per chiedere al nostro Padre celeste ogni grazia e la profonda guarigione di tutte le nostre ferite, perché ora il trono della grazia è aperto a tutti coloro che invocano aiuto con fiducia. (Cfr. Das heilige Messopfer in Schauungen erlebt, a cura di Klemens Kiser, Lauerz 1996, pp. 69–128)
Figli Miei, non dirò tutta la grandezza del Mio amore infinito, perché vi basta aprire la Sacra Scrittura e contemplare la Croce, il tabernacolo e il Santissimo Sacramento dell'altare, per capire fino a che punto vi ho amato!
Ricevete il Corpo e bevete il Sangue di Gesù Cristo, così terribilmente offeso dagli uomini ingrati. Riparate i loro peccati e consolate il vostro Dio! Parole dell'Angelo ai pastorelli di Fatima, 1916
Com'è bello, com'è grande conoscere Dio, amarLo, servirLo! Non abbiamo nient'altro da fare in questo mondo. Tutto ciò che facciamo al di fuori di questo è tempo perso. San Giovanni Maria Vianney
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Gv 3,16
Il Padre celeste circondato da santi (affresco del Perugino)
Una festa per il Padre celeste
Un giorno, o almeno una domenica, sia consacrato a Me, nel quale Io sia onorato in modo particolare con il nome di Padre di tutta l'umanità.10 Per questa festa desidero un formulario di Messa proprio e un Proprio per la Liturgia delle Ore. Non è difficile trovare i testi nella Sacra Scrittura. Se preferite tributarMi questa particolare venerazione in una domenica, scelgo la prima domenica di agosto; se scegliete un giorno feriale, preferisco sempre il 7 agosto.
10 L'oggetto dell'incarico affidato a Madre Eugenia è molto preciso e, dal punto di vista dottrinale, a mio avviso anche legittimo e opportuno. La missione esatta è: far conoscere e onorare il Padre, soprattutto la richiesta alla Chiesa di introdurre una festa speciale. L'indagine ha mostrato che una festa liturgica in onore del Padre si concilierebbe piuttosto bene con l'intera linea del culto cattolico e con il movimento tradizionale della preghiera cattolica, cioè l'ascesa al Padre attraverso il Figlio nello Spirito Santo, come dimostrano le preghiere eucaristiche della santa Messa e le offerte liturgiche al Padre nel santo sacrificio. D'altra parte è strano che finora non esista ancora una festa speciale in onore del Padre: la Trinità viene onorata come tale, il Verbo e lo Spirito Santo vengono onorati nella loro missione e nelle loro manifestazioni esteriori, soltanto il Padre non ha una festa propria che attirerebbe in modo particolare l'attenzione del popolo cristiano sulla Sua persona. (Vescovo Alexandre Caillot)
Tutto il clero deve impegnarsi affinché questa venerazione si sviluppi; soprattutto i chierici devono farMi conoscere agli uomini come Colui che Io sono e che sarò sempre per loro: il più tenero e amabile di tutti i padri.
Se tutti coloro che sono lontani dalla nostra Chiesa cattolica udissero di questo Padre che li ama, che è loro Creatore e Dio, se voi raccontaste loro di questo Padre che desidera donare loro la vita eterna, allora una gran parte di questi uomini verrebbe a questo Padre, anche i più ostinati tra loro.
Lui il nostro Padre, Dio per tutti i secoli. Tb 13,4
L'immagine del Padre celeste
Desidero che il clero provveda affinché Mi sia concesso l'ingresso in tutte le famiglie e negli ospedali, anche nelle officine e nelle fabbriche, nelle caserme e nelle sale di riunione in cui i ministri delle nazioni prendono le loro decisioni, sì, infine ovunque si trovino le Mie creature, anche se ce ne fosse una sola.
Il segno visibile della Mia presenza invisibile deve essere un'immagine che mostri che sono davvero qui e presente. (…) In questo modo tutti i Miei figli vivranno, per così dire, sotto lo sguardo del loro tenero Padre. Senza dubbio Io sono anche ora dappertutto, ma desidero essere rappresentato in un modo percepibile dai sensi.
Desidero in modo particolare essere venerato nei seminari, nei noviziati, nelle scuole e nelle case di accoglienza. Tutti, dai più piccoli ai più grandi, devono poter riconoscere Me e amarMi come il loro Padre, il loro Creatore e il loro Redentore.11
11 Estratti dal messaggio del Padre celeste a Madre Eugenia E. Ravasio, Imprimatur: Petrus Canisius van Lierde, Vic. Generalis e Vic.Civit. Vaticanae, Roma, die 13 Martii 1989.
Tu sei mio Padre, mio Dio e roccia della mia salvezza. Sal 89,27
Fotografia ritratto di santa Teresa di Gesù Bambino da giovane (1885, prima dell'ingresso in convento)
Signore, mostraci il Padre!
Sant'Ilario di Poitiers dice che è stata la grande opera di Cristo far conoscere il Padre. Nel Discorso della montagna Gesù parla 17 volte del Padre, nell'intero Vangelo di Matteo 47 volte, in Giovanni 115 volte, di cui 43 nei discorsi di addio.
Al servizio di quest'opera grande di Cristo sta anche il compito che Madre Eugenia ha ricevuto dal Padre celeste stesso: far conoscere agli uomini quanto grande sia il desiderio del Padre di essere riconosciuto, amato e onorato da tutte le Sue creature.
Gesù è della stessa sostanza del Padre, la cui bontà e il cui amore Egli riflette nel modo più perfetto.
Se vogliamo sapere se la nostra immagine del Padre si muove in una direzione buona, dobbiamo chiederci soltanto se riconosciamo nella vita e nell'agire di Gesù l'amore misericordioso del Padre celeste.
Anche i discepoli di Gesù dovettero conquistare passo dopo passo la verità sull'essenza del Padre, che si esprime soprattutto nella richiesta carica di desiderio del santo apostolo Filippo: Signore, mostraci il Padre! E Gesù gli risponde: Filippo, chi ha visto Me, ha visto il Padre. (Gv 14,8-9)
E quando i discepoli videro il loro Maestro pregare, nacque in loro l'intimo desiderio di pregare allo stesso modo verso il Padre. Da questo desiderio nasce la loro richiesta: Signore, insegnaci a pregare! (Lc 11,1)
E Gesù li introduce nella grande preghiera del Signore, che fino a oggi sale dai cuori di innumerevoli cristiani al cuore del Padre.
Sulle orme degli apostoli e dei primi cristiani, che udirono il timbro della voce di Gesù, videro l'espressione del Suo volto e il Suo atteggiamento quando pregava il Padre nostro, anche noi possiamo riscoprire quanto grande, tenero e sublime sia il Padre che abbiamo.
In questo senso san Giovanni Cassiano († 435) dice: Il Padre nostro è uno sguardo alzato verso Dio solo, un grande fuoco d'amore. L'anima vi si fonde, sprofonda nel santo amore e conversa con Dio come con il proprio padre, con grande familiarità, con un affetto filiale del tutto particolare e tenero.
Quando la piccola santa Teresa di Gesù Bambino un giorno era completamente assorta in un lavoro di cucito, venne sua sorella Céline e le chiese: A che cosa pensa? E lei rispose: Sto meditando il Padre nostro. È così bello chiamare il buon Dio Padre! E negli occhi le brillavano lacrime.
Questo intimo rapporto di santa Teresa con il suo Padre celeste si mostra anche in una lettera alla sorella Agnese, nella quale scrive: Dio è più tenero di una madre!
E in una lettera a madre Maria di Gonzaga scrive: Qualche volta, se il mio spirito è in un'aridità così grande che mi è impossibile trarne un pensiero per unirmi al buon Dio, recito molto lentamente un Padre nostro e poi il saluto angelico; allora queste preghiere mi rapiscono, nutrono l'anima mia ben più che se le avessi recitate precipitosamente un centinaio di volte.
Possiamo essere consapevoli che, pregando con reverenza il Padre nostro, ci rifugiamo tra le braccia del Padre celeste, che con il Suo amore paterno e la Sua autorità che tutto abbraccia ci protegge dagli attacchi del male, come Lo preghiamo alla fine del Padre nostro: … liberaci dal male. Così questa preghiera preziosa del Signore ha anche un'eccellente efficacia esorcistica, come hanno confermato molti sacerdoti impegnati nel ministero della liberazione e numerosi cristiani.12
12 Cfr. Maria, das Zeichen der Zeit, 3. Quartal 2023.
E quando dopo il Padre nostro recitiamo anche l'Ave Maria per salutare la Madre di Dio, allora poniamo, per così dire, la corona su questo effetto pieno di grazia.
Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno. Lc 11,2
Maria, Madonna del Mantello (Piero della Francesca, Madonna della Misericordia)
Maria, Regina dell'Unità
Insieme con Gesù, Madre Eugenia ha offerto la sua vita per l'unità dei figli e delle figlie nella casa del Padre. Come avrebbe potuto farlo meglio che con Maria, Regina dell'Unità? La sua vita fu segnata dalla presenza di questa amabile Madre: era stata lei ad aiutarla a compiere i primi passi della vita. Crescendo si accorse, poco a poco, che doveva stringere sempre più forte questa mano per superare gli ostacoli e camminare con sicurezza sulla via dello Spirito Santo. Un giorno le sembrò di toccare di nuovo questa mano così viva, e si sentì condotta in una luce così sconfinata, come non ne aveva mai vista prima, e si ritrovò come in un mondo nuovo: la Madre celeste la guidava con grande dolcezza e le insegnava a riconoscere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Mistero inconcepibile …!
La santissima Madre le disse: Vedi, tu appartieni alla nostra famiglia. Madre Eugenia non sapeva più se fosse in cielo o sulla terra. Questa conoscenza si impresse profondamente nella sua anima. Ora sapeva come si poteva giungere a questa unità. Costi quel che costi:
Madre di Gesù e mia amorevolissima Madre, pongo tutta la mia vita nelle Tue mani, adorando sempre e in ogni cosa la Volontà divina del Padre. Offrila a Gesù per la glorificazione del Padre e nell'amore dello Spirito Santo, affinché tutti giungano alla casa del Padre. Tutti! Sono pronto a ogni sacrificio, perché nessuno manchi. Aiutami, Madre mia, a vivere una cosa sola con Gesù come vero figlio del Padre, in perfetta dedizione al Vangelo. Regina dell'Unità, prega per noi! Madre Eugenia E. Ravasio
Padre santo, custodiscili nel Tuo nome, quello che Mi hai dato, perché siano una sola cosa, come Noi. Gv 17,11
La Sacra Famiglia in fuga verso l'Egitto (dipinto di Murillo)
La paternità di san Giuseppe
Quando il Padre celeste mandò Suo Figlio nel mondo per salvarci e per farci Suoi figli, scelse san Giuseppe per rappresentare sulla terra la Sua paternità divina. La piena fiducia che Gesù ebbe nel Suo padre putativo è per tutti noi un esempio luminoso. Gesù amò, obbedì e imitò il Suo padre terreno, e ogni volta che Gesù vedeva san Giuseppe, lo sentiva parlare, lo vedeva lavorare o sperimentava il suo casto amore per Maria, l'umanità di Gesù viveva un riflesso perfetto del Padre nei cieli.
Anche noi possiamo offrirgli tutta la nostra fiducia e considerarci suoi figli. Se Gesù, secondo i piani del Padre, aveva bisogno di san Giuseppe, quanto più ne abbiamo bisogno noi, questo grande patrono della santa Chiesa. Se i padri di famiglia prendono san Giuseppe come modello, questo grande santo li aiuterà a vivere la loro paternità secondo il cuore del Padre celeste.
Così essi pongono per i loro figli un fondamento di vita solido, che diventa per il loro avvenire una sorgente di benedizione divina.13
13 Cfr. Weihe an den hl. Josef, di Donald H. Calloway, MIC, Kislegg 2021, p. 36. Imprimatur: Most Rev. Jeffrey Monforton, DD, vescovo di Steubenville, Ohio, 22 ottobre 2019.
San Giuseppe con il Bambino Gesù
Preghiera a san Giuseppe
A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa. Per quel sacro vincolo di carità che ti strinse all'Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto soccorri ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen. Papa Leone XIII
Preghiera e lode
La nostra preghiera ha un valore eminente e una forza che supera di gran lunga tutte le forze fisiche messe insieme. Gli esseri corporei e gli spiriti creati, con tutte le loro opere, insieme restano indietro di distanze siderali rispetto alla forza e al valore di un solo atto d'amore verso Dio e non lo eguagliano. La preghiera, però, ha la forza di ottenerci la grazia con cui compiamo quest'atto d'amore. Perciò la preghiera cristiana ha un'importanza e una portata maggiori delle scoperte più sorprendenti e dei talenti più grandi. È la grande potenza sulla terra. Così dobbiamo imparare a pensare alla nostra preghiera.
Sul grande valore di un solo atto d'amore Gesù parlò a santa Maria Faustina:
Figlia Mia, se sapessi che grande merito e ricompensa ha un atto di puro amore verso di Me, moriresti dalla gioia. Lo dico affinché ti unisca continuamente a Me per mezzo dell'amore, poiché questo è lo scopo della vita della tua anima.14 Gesù a santa Faustina Kowalska
14 Tagebuch der hl. Schwester Maria Faustyna Kowalska, Hauteville/Svizzera 2003, n. 576.
Lode e preghiera sono le due ali con cui la nostra anima vola in cielo.
La lode riempie il cuore di gioia e conferisce uno splendore a tutto il nostro essere. È un segreto della vita benedetta che la lode non solo aggiunge benedizione, ma moltiplica anche ogni benedizione di Dio. Quando cominci a lodare, lentamente l'inquietudine scompare dal tuo cuore e il timore dalla tua anima, come la nebbia davanti al sole. Quando cominci a lodare, la tua preoccupazione si trasforma in gioia e la pace della tua anima cresce. Quando cominci a lodare, tacciono la mormorazione e la critica, il soffio del cielo disperde le nubi, e ti senti di nuovo puro e rinnovato.
La lode tende un agguato al diavolo e ti innalza al di sopra delle accuse di Satana. Quando cominci a lodare, Satana si allontana atterrito e fugge. La lode apre la strada allo Spirito Santo nella tua vita. La lode trasforma le tue montagne di difficoltà in colline di benedizione. La lode di Dio ti riempie di gioia e di pace nella fede. (Cfr. Rm 15,13)
La lode ti dona ali d'aquila, e con l'occhio della fede vedi già la vittoria!
Gli angeli santi di Dio, che contemplano sempre il volto del Padre celeste e riconoscono con piena chiarezza la volontà di Dio per la nostra vita, accorrono per aiutarti a conseguire la vittoria.
Mentre Paolo e Sila pregavano e lodavano Dio, il Signore aprì le porte del carcere di Filippi. (Cfr. At 16,23-24)
Ogni giorno sia un giorno di lode. Comincia già al mattino, quando ti svegli, a lodare il Signore. Ogni volta che sei tentato di disperarti, di avere paura, di preoccuparti, di criticare, di cedere a una qualsiasi tentazione, inizia a lodare Dio. Loda il Signore, anima mia! Loderò il Signore finché ho vita, canterò inni al mio Dio finché esisto. (Sal 146,1-2)
La lode è frutto dell'amore stupito, grato e adorante verso il Signore. Perciò, senza questo amore, che ci viene sempre di nuovo donato dallo Spirito Santo, possiamo lodare Dio solo con difficoltà. Quando invitiamo i santi angeli e i santi a lodare e ad amare Dio con noi, ci fanno partecipare alla loro gloria e riempiono la nostra vita dell'atmosfera del cielo.15
15 Cfr. Die Macht des Lobpreises, Missionswerk „Stimme des Glaubens“, Konstanz 1972, pp. 43–46.
Quanto la lode ci aiuta a distogliere lo sguardo dal nostro piccolo io e a diventare ricettivi all'amore di Dio, lo mostra l'esempio seguente dalla vita di san Francesco d'Assisi:
Dopo che ebbe ricevuto, nel 1224 sul monte La Verna, le stimmate di Cristo, questo serafico santo compose le sue grandi «Lodi di Dio altissimo».
Questa lode è interamente orientata al Tu di Dio, perché a Francesco non importa di se stesso, ma solo di Dio. Egli non si stanca di rivolgersi sempre di nuovo a Dio con il Tu. Tu, Tu sei, Tu, solo Tu! Tu sei il Padre onnipotente, Re del cielo e della terra!
Frate Leone, il suo confessore e il confratello più intimo, che era con lui sul monte, fu tormentato in quel tempo da gravi tentazioni. Per la sua prostrazione e per la sensazione di essere trascurato da Dio, ricadeva sempre più su se stesso e diventava sempre più oppresso. San Francesco riconobbe la sua pena e scrisse di propria mano le sue «Lodi» e una benedizione speciale per frate Leone, consegnandogli questo prezioso scritto con le parole: Prendi questo foglio e conservalo con cura fino al giorno della tua morte.
Allora ogni traccia di quella tentazione svanì all'istante.
Lo scritto fu conservato e in seguito operò cose meravigliose.16
16 Cfr. „Bruder Leo, schreibe …“ di Gottfried Egger OFM, St. Ottilien 2023, pp. 88, 96.
Laudato si', mi' Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore e sostengono infirmitate e tribulazione. Beati quelli che 'l sosterranno in pace, ca da Te, Altissimo, sirano incoronati. Dal Cantico delle creature di san Francesco
Deposizione di Cristo
Ringraziate il Padre con gioia!
Quando san Paolo ci esorta a rendere sempre grazie al Padre celeste, lo fa perché sa che il ringraziamento sincero è molto gradito a Dio e attira contemporaneamente innumerevoli nuovi benefici spirituali e corporali sull'anima grata. Alla gratitudine per tutto ciò che il Padre celeste ci dona giorno dopo giorno si aggiungono la gioia e la contentezza. Gratitudine, gioia e contentezza sono come «sorelle», che amano camminare insieme attraverso questa vita e che trovano grazia presso Dio e presso gli uomini. Anche una persona afflitta da peccati e preoccupazioni non può resistere a lungo a queste tre «sorelle», quando le incontra sul suo cammino, perché queste tre sono «contagiose».
Ringraziare per tutto ciò che è lieto e bello ci riesce relativamente facile; ma come stiamo con il nostro ringraziamento quando Dio ci mette alla prova con la croce e la sofferenza, e le nostre richieste di preghiera sembrano non essere esaudite?
A santa Mariam di Abellin, che fu colpita da innumerevoli sofferenze e persecuzioni, la Madre di Dio disse un giorno: Mariam, sii sempre contenta della tua sorte, anche quando devi soffrire. Il buon Dio ti manderà sempre il necessario.
San Luigi Maria Grignion de Montfort dice: Chi mai potrà spiegare, chi potrà comprendere quale tesoro eterno di gloria produce in noi un solo istante di croce sopportata volentieri?
La croce non risparmia nessun uomo su questa terra, perché la croce è il ponte che ci conduce dall'abisso di questo mondo al cielo.
Attraverso la croce Dio vuole attirare a Sé coloro che non Lo amano, avvicinare più strettamente a Sé coloro che Lo amano troppo poco, e unire completamente a Sé coloro che Lo amano.
Se anche noi seguiamo il consiglio della Madre di Dio a Mariam e siamo sempre contenti, pronunciando il nostro grato «fiat» alla Volontà divina e a tutte le Sue permissioni, allora Dio condurrà al bene tutte le situazioni della nostra vita. (Cfr. Rm 8,28)
Non possiamo immaginare quanta grande gioia e onore rendiamo al Padre celeste quando con fiducia infantile affidiamo la nostra vita, la nostra preghiera e i nostri sacrifici alla Sua benevola cura paterna.
Quando santa Geltrude una volta pose a Gesù la domanda perché non esaudisse tutte le preghiere, Egli le diede questa risposta: Figlia amata, se talvolta non esaudisco le tue preghiere e i tuoi desideri, lo faccio soltanto per donarti a suo tempo ancora di più. Nella tua debolezza umana non puoi riconoscere ciò che è più vantaggioso per te.
Se nella nostra miopia umana chiedessimo a Dio uno «scorpione», Egli certamente non esaudirebbe questo desiderio, poiché non ci darà nulla che ci rechi danno. Ma, come insegna la fede cattolica, possiamo essere del tutto certi che ogni preghiera, anche la più piccola, viene portata dal nostro angelo custode al trono di Dio e, trasformata in pioggia di grazia, ricade su di noi e su tutti coloro per i quali preghiamo.
rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo. Ef 5,20
Il Padre celeste prima della crocifissione (trono di grazia)
Preghiere al Padre celeste
Padre mio
Padre mio, mi abbandono a Te. Fa' di me quello che Ti piace. Qualunque cosa Tu faccia di me, Ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la Tua volontà si compia in me e in tutte le Tue creature; non desidero altro, mio Dio. Rimetto la mia anima nelle Tue mani. La dono a Te, mio Dio, con tutto l'amore del mio cuore, perché Ti amo e perché questo amore mi spinge a donarmi a Te, a rimettermi nelle Tue mani senza misura, con una fiducia infinita, perché Tu sei mio Padre. San Charles de Foucauld
Padre divino
Padre divino, riempimi tutto del Tuo amore! Fa' che io sia Tuo figlio docile, in cui possa realizzarsi il Tuo disegno paterno. Rendimi pronto ad apprendere nel comprendere e nell'accogliere ogni manifestazione del Tuo Amore divino. Amen. Madre Eugenia E. Ravasio
Maria con il Bambino Gesù nel cielo stellato
Novena del Padre nostro
Padre nostro, che sei nei cieli!
Io grido a Te, Padre celeste, abbi pietà di me e di tutti gli uomini sulla terra che sono di buona volontà. Fa' che tutti riconosciamo sempre di più che siamo chiamati ad amarTi e a servirTi in questo mondo, per poter un giorno partecipare alla Tua eterna gloria.
Sia santificato il tuo nome!
Come Tuo Figlio Gesù, desidero ardentemente che il Tuo nome sia lodato e onorato ovunque.
Venga il tuo regno!
Il Tuo regno raggiunga sempre di più l'intera umanità: cresca, fiorisca e porti molto frutto nei cuori dei Tuoi figli e delle Tue figlie sulla terra.
Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra!
Fa' che gli uomini comprendano sempre più profondamente che la vera pace e la felicità si trovano solo nel compimento perfetto della Tua volontà, nell'osservanza dei Tuoi comandamenti.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano!
Padre di misericordia, dona ai Tuoi figli in tutto il mondo il nutrimento necessario per l'anima e per il corpo. Fa' che riconosciamo sempre di più quanto sia salutare la Santa Comunione ricevuta ogni giorno degnamente.
E rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori!
Padre buono, Ti offro, in espiazione dei miei peccati e dei peccati di tutti gli uomini, delle indifferenze e delle mancanze, il Sangue, le Piaghe, le sofferenze e i meriti di Tuo Figlio Gesù. Accogli il Suo grande amore in sostituzione del nostro scarso amore verso Dio, verso il prossimo e verso i nemici.
E non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male!
Padre ricco di misericordia, tieni lontano lo spirito maligno, il mondo e le sue astuzie e l'«occasione prossima», affinché io e tutti coloro che Ti sono cari possiamo vivere nella Tua grazia e nella Tua pace e servirTi. Manda i Tuoi santi Angeli, per intercessione della loro Regina, a nostra protezione e benedicici. Amen.17
17 Imprimatur: Segreteria arcivescovile di Salisburgo, 20.2.1985.
Padre, glorifica il tuo nome! Gv 12,28
Il Padre celeste alla crocifissione (trono di grazia)
Dio è mio Padre
Padre mio che sei nei cieli, com'è dolce e salutare per me sapere: Tu sei mio Padre e io sono Tuo figlio.
Soprattutto quando è buio nella mia anima e la mia croce si fa pesante, sento il bisogno di ripeterTi sempre: «Padre, credo al Tuo amore per me!»
Sì, credo che in ogni istante della mia vita Tu sei Padre e che io sono Tuo figlio. (…)
Credo! Ma rafforza in me la fede, la speranza e la carità. Insegnami a vedere sempre, in tutti gli eventi della mia vita, il Tuo amore come guida. Insegnami ad abbandonarmi interamente a Te, come un bimbo nelle braccia di sua madre. Padre, Tu sai tutto e Tu vedi tutto. Tu mi conosci meglio di quanto io conosca me stesso. Tu puoi tutto e Tu mi ami.
Padre mio, poiché Tu vuoi che veniamo a Te con fiducia, eccomi a chiederTi, con Gesù e Maria … Unito ai loro Sacratissimi Cuori, Ti offro per questa intenzione tutte le mie preghiere, i miei sacrifici e le mie rinunce, tutte le mie azioni e una maggiore fedeltà nell'adempimento dei miei doveri.18 Donami la luce, la forza e la grazia dello Spirito Santo. Rafforzami in questo Spirito, affinché non Lo perda mai e non Lo rattristi né Lo indebolisca in me. (…)
Padre divino, dolce speranza delle anime nostre, sii conosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini.
Padre divino, bontà infinita che si effonde su tutti i popoli, sii conosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini.
Padre divino, rugiada vivificante dell'umanità, sii conosciuto, onorato e amato da tutti gli uomini. Amen.19
Madre Eugenia E. Ravasio
18 Se si recita questa preghiera come novena, si dovrebbe aggiungere: «Ti prometto, specialmente in questi nove giorni, in una determinata occasione … oppure nei confronti di una determinata persona … di essere più generoso.»
19 Imprimatur: Jean Card. Verdier, arcivescovo di Parigi, 8 maggio 1936. Il Padre concede molte grazie per l'intercessione di Madre Eugenia mediante la preghiera Dio è mio Padre, che Egli stesso le ha dato, in particolare per le famiglie, per qualsiasi necessità delle famiglie. Madre Eugenia diceva che già solo il titolo della preghiera Dio è mio Padre è una preghiera completa. Ci raccomandava di ripetere spesso durante il giorno: Dio è mio Padre, perché sottolineava che il Padre è molto contento e lieto del Suo figlio che Lo chiama con amore Padre mio.
La Santissima Trinità circondata da santi (bozzetto di Sebastiano Conca)
Preghiera di guarigione
Padre, lodo e magnifico la Tua bontà e il Tuo amore. Ti prego nel nome di Gesù, Tuo amatissimo Figlio, di mandarmi il Tuo Spirito Santo con tutti i Suoi frutti e doni.
Santifica con la Tua presenza il mio corpo e la mia anima. Concedimi una fede forte in Te e nella Tua Parola.
Dammi la grazia di amarTi con tutto il cuore e di porre Te al primo posto nella mia vita, rinunciando a tutti i miei idoli, dipendenze, peccati e attaccamenti.
Nella Tua infinita misericordia abbi pietà di me, povero peccatore, e perdonami la mia colpa.
Anch'io perdono di tutto cuore tutti coloro che mi hanno offeso nella mia vita (N.N.).
Liberami da tutte le insidie e dagli attacchi del nemico maligno. Non abbia alcun potere su di me. Liberami da tutte le seduzioni del mondo, che mi allontanano da Te e dalla Tua volontà. Liberami da tutte le debolezze della carne, che mi spingono al peccato.
Guarisci il mio corpo da tutte le malattie e il mio spirito da ogni angustia, tristezza e confusione. Tu sai ciò che ho vissuto di negativo fin dal giorno del mio concepimento nel grembo di mia madre.
Padre santo, con la grazia dello Spirito Santo guarisci il mio cuore da tutte le ferite, soprattutto da quelle che derivano dal rifiuto, dalla solitudine, dalla mancanza di amore, dall'odio, dall'invidia, dall'indifferenza o dalla malvagità degli uomini.
Dammi un cuore nuovo, simile al Cuore di Gesù, mite e umile, pieno di gioia e di pace e traboccante di amore.
Oggi desidero iniziare una vita nuova e dare a Te gloria in tutto, in tutto ciò che penso, dico e intraprendo. In questo pellegrinaggio verso di Te desidero essere accompagnato da Maria, mia cara Madre, e da tutti i Tuoi angeli e santi. Amen.
padre Sousa-Lara, preghiera delle Cappuccine dell'Adorazione Perpetua
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Sal 51,12
Padre, caro e buon Padre
Padre, caro e buon Padre,
con fervore Ti supplico:
Tu, mio Dio e mio Tutto,
chinati su di me!
Non so esprimere in parole
ciò che riempie tutto il mio essere.
Guarda e leggi nel mio cuore
ciò che Tu stesso vi hai scritto!
Guarda come ardentemente desidero
amarTi profondamente e fedelmente.
Conoscere una sola preoccupazione:
che la mia condotta Ti rallegri!
Che io riconosca sempre chiaramente
la Tua santa volontà
e sia sempre di cuore pronto
a compierla con gioia!
Padre, chinati su di me,
guarda come con animo di figlio,
le più intime profondità del mio essere
pregando stendo dinanzi a Te!
Che il Tuo regno qui si dispieghi,
la pace venga nel nostro tempo,
e che i Tuoi sacerdoti riflettano
l'amore e la santità di Cristo!
Oh, come vorrei ardere e consumarmi
per la Tua gloria,
perché tutti i figli degli uomini
si aprano al Tuo amore!
Padre, caro e buon Padre,
chinati dalle altezze del cielo.
Ascolta, nel desiderio del mio cuore,
la supplica del Tuo stesso amore!
Guarda come ancora spesso manco,
come lotto, giorno dopo giorno,
e la fedeltà, tanto desiderata,
non mi riesce di raggiungerla!
Vieni in aiuto al Tuo figlio,
dammi ciò che vuoi da me!
Dammelo per amore di Gesù,
per mezzo di Maria Ti supplico!
Guarda come vorrei tanto
stare davanti a Te nella Tua grazia,
per poter implorare la Tua pienezza di benedizione
per tutti gli uomini!
Mi hai dato il volere,
ora opera anche il compiere.
Fa' che io arda d'amore e di desiderio
fino all'ultimo respiro della vita!
Fiume Adda in Lombardia (dipinto di Uberto Dell'Orto)
Guarda come l'acqua dell'Adda scorre e continua a fluire … Se si fermasse, si formerebbe uno stagno putrido. Così accade anche con le tue sofferenze, le tue lacrime e le tue lotte: vengono e vanno. Fa' attenzione a non trattenerle. Tutto passa. Affida tutto a Dio … Non guardare la persona che ti fa soffrire, ma accettalo dalla Sua mano. Nulla accade per caso. Dio accompagna le Sue creature passo dopo passo. Certamente vuole il nostro bene, anche quando non comprendiamo ogni perché. Non lasciarti scoraggiare, va' sempre avanti e aspetta che la sofferenza passi. Dagli insegnamenti che Madre Eugenia da bambina ricevette dal suo nonno profondamente credente
E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!» Rm 8,15