Lo Scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo
Il mantello della misericordia in vita e in morte
La devozione allo Scapolare fa scorrere nel mondo un possente fiume di grazie spirituali e temporali. Papa Pio XII
Questo opuscolo del Movimento Mariano di Sacerdoti e Laici presenta lo scapolare bruno di Nostra Signora del Monte Carmelo: le sue radici bibliche sul Carmelo, la grande promessa a San Simone Stock, il privilegio sabatino, numerose grazie ottenute e il rito ecclesiale della benedizione e dell'imposizione.
Indice
- Prefazione
- Il monte della Madre di Dio
- Un profeta come un fuoco
- La piccola nube
- La grande promessa
- Desiderio dell'abito del cielo
- Partecipazione al tesoro di famiglia
- Come posso ottenere le promesse?
- Il privilegio sabatino
- Alla scuola di Maria
- La cintura di sicurezza del cielo
- Memoria della grazia dello scapolare
- Il mantello della misericordia
- Portatori della vera fede
- Le grazie ottenute per mezzo dello scapolare
- Benedizione e imposizione dello scapolare bruno
- Preghiera alla Regina del Carmelo
Prefazione
Milioni di cattolici portano con venerazione e fiducia il santo scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo sul proprio cuore.
È un segno particolare della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e un pegno di salvezza eterna, come la Madre di Dio lo ha rivelato a San Simone Stock. Maria sa molto bene in quali pericoli e tribolazioni i suoi figli sono posti giorno dopo giorno. Perciò porge loro, a protezione del corpo e dell'anima, questo «piccolo abito del cielo», tutto impregnato dei grandi tesori di grazia dell'Ordine carmelitano. Con le parole della Sacra Scrittura invita teneramente ciascuno dei suoi figli: Mettimi come sigillo sul tuo cuore! (Ct 8,6)
Molte persone riceverebbero con gioia il santo scapolare, se sapessero quali straordinarie promesse vi sono legate. In questo senso il Movimento Mariano di Sacerdoti e Laici si è posto il compito di diffondere e rinnovare questa devozione al servizio della Madre di Dio, a beneficio di molti.
Mi rallegro di cuore per questo piccolo opuscolo e auguro a tutti coloro che lo leggeranno abbondanti grazie da parte di Nostra Signora del Monte Carmelo.
+ Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Santa Maria in Astana, nella festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, 16.07.2025, nell'Anno Santo
Monte Carmelo
Il monte della Madre di Dio
Il Carmelo è un monte santo.
Già nella Sacra Scrittura viene esaltata la bellezza, ricca di grazia, della catena montuosa del Carmelo, situata tra il Mar Mediterraneo e la pianura di Izreèl. Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo (Ct 7,6), dichiara lo Sposo nel Cantico dei Cantici e loda così la bellezza della sua amata.
È effettivamente così: nella Bibbia il monte Carmelo è diventato simbolo di bellezza e di fecondità. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo. (Is 35,2)
La bellezza e la santità attribuite al Carmelo come sue caratteristiche tipiche si uniscono, secondo l'interpretazione dei Padri della Chiesa, nella persona della Madre di Dio, Maria, che per la sua posizione nella storia della salvezza è elevata al di sopra di tutte le creature.
E questa meravigliosa Madre e Regina del Carmelo porge ai suoi figli così bisognosi di aiuto, come segno della sua speciale protezione, il santo scapolare, per condurli sicuri al monte della trasfigurazione eterna.
Tutta bella sei tu, amata mia, e in te non vi è difetto. Ct 4,7
Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio. Ct 8,6
Statua della Madre di Dio nella basilica sul monte Carmelo
Un profeta come un fuoco
Il monte Carmelo e la sua storia sono inseparabilmente legati alla potente vocazione del profeta Elia, del quale nel primo volume dello Speculum Carmelitanum del 1680 si dice: Elia, profeta santissimo, sommo sacerdote, primo monaco e fondatore del monachesimo; araldo, veneratore e imitatore della Madre di Dio; futuro precursore, apostolo e martire di Cristo.
All'inizio della sua missione sta la parola del Signore, che gli ordina: Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt … (1 Re 17,2-3) Elia dovette dapprima, nella solitudine purificatrice, raccogliere con la falce della preghiera e della penitenza quel seme che più tardi avrebbe sparso, con le sue infuocate predicazioni, nei cuori del popolo smarrito.
Qui si apre davanti a noi una profonda realtà spirituale: attraverso ogni contatto con Dio nella preghiera e nell'unione consapevole della nostra volontà con la Sua Volontà divina raccogliamo un seme celeste, che porta frutto abbondante non solo nel campo della nostra anima, ma anche nel campo dell'anima di tutti gli uomini che Dio ci ha affidato.
Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt. Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare.1 1 Re 17,2-4
1 Il «Vattene di qui» e il «Nasconditi» devono essere un richiamo all'uomo che deve staccarsi dal mondo caduco per esercitare, con l'aiuto della grazia, le virtù mediante le quali giunge alla purezza del cuore. Il «Dirigiti verso oriente» chiama alla lotta contro la concupiscenza naturale della carne, e il «Nasconditi presso il torrente Cherìt» significa il distogliersi dall'agitazione degli uomini e il liberarsi dal peccato mediante l'esercizio dell'amore. Così l'uomo può dissetarsi al «torrente» del suo cuore, divenendo capace di gustare la presenza di Dio nel suo intimo. Per chi così – secondo la parola di Gesù – cerca prima il regno di Dio (cfr. Lc 12,31), Dio manda i corvi dei benefattori corporali e spirituali, che gli porgono il pane necessario per il corpo e per l'anima. Cfr. Der Karmel im Heiligen Land, a cura di Silvano Giordano OCD, Wien 2025, p. 38.
Fino ad oggi Elia è un modello particolare per tutti coloro che conducono una vita consacrata a Dio nel nascondimento, come anche per tutti i sacerdoti e i vescovi che sono chiamati da Dio a rafforzare e a difendere la Chiesa con la loro intrepida testimonianza per la vera fede cattolica.
Su un tale sacrificio di coraggiosa professione di fede riposa il compiacimento divino, che fa discendere dal cielo una benedizione sovrabbondante.
Nella seguente scena di Elia, quella della «prova del fuoco» sul Carmelo, ciò ci viene posto davanti agli occhi in modo toccante.
Al tempo del re Acab d'Israele (circa 874 a.C.) regnava tra il popolo una grande confusione, causata dalla mescolanza di diverse religioni. Questa sciagura fu provocata soprattutto da Gezabele, l'ostinata e avida di potere moglie del re. Ella correva dietro ai Baal e fece uccidere i profeti del Signore, per cui la fede nel Signore andava sempre più scemando. In questa grande necessità Dio mandò il profeta Elia, per ricondurre gli Israeliti a un vero rapporto con Dio e alla fedeltà all'alleanza.
Il Libro del Siracide chiama Elia profeta, come un fuoco, (Sir 48,1) il cui nome indica il suo programma, perché Elia significa: «Il mio Dio è veramente il Signore.» Alla parola del Signore radunò tutto il popolo sul monte Carmelo, per smascherare, nel nome altissimo del Signore, la nullità dei falsi idoli. Simile al santo arcangelo Michele, quest'uomo di Dio coraggioso alzò la sua voce esclamando: Fino a quando salterete da una parte all'altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui! (1 Re 18,21)
L'intrepido profeta stava completamente solo di fronte ai 450 sacerdoti di Baal e propose loro di erigere un altare per il Signore e un altare per Baal. Poi si dovevano invocare a turno il Signore e Baal. Il dio che risponderà col fuoco è Dio! (1 Re 18,24) Dalla mattina fino a mezzogiorno i profeti di Baal invocarono il loro vano idolo, diventando sempre più furiosi, perché non vi fu voce, né chi rispondesse. (1 Re 18,26)
Poi Elia cominciò a preparare l'altare del sacrificio per il Signore. Dopo una breve ed essenziale invocazione cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. (1 Re 18,38) Ora la verità si era affermata e i presenti furono costretti ad ammettere la cecità del loro cuore e la stoltezza del loro comportamento. Si gettarono con la faccia a terra ed esclamarono: Il Signore è Dio! Il Signore è Dio! (1 Re 18,39) I sacerdoti di Baal il profeta li fece condurre al torrente Kison e là uccidere.2
2 Come Elia uccise i suoi avversari alla presenza del re Acab e del popolo d'Israele, così anche il nostro Redentore ha combattuto contro il principe di questo mondo e i suoi seguaci e li ha vinti con la Sua passione e la Sua croce. Ed Egli consacra l'altare del Signore, che era stato distrutto, cioè i cuori dei fedeli, che Egli purifica dalla sozzura del peccato, a luogo di sacrificio per Dio. (Albert Ohlmeyer, Elias Fürst der Propheten, Imprimatur: Freiburg im Breisgau, 20.12.1962)
Il dio che risponderà col fuoco è Dio! 1 Re 18,24
Elia
La piccola nube
Sulle alture del Carmelo Elia, principe dei profeti, aveva riportato una vittoria splendida. Gli uomini d'Israele avevano piegato di nuovo il ginocchio davanti alla maestà adorabile di Dio e, grazie all'avvenimento prodigioso del fuoco, poterono essere ricondotti alla fedeltà verso il loro Dio dell'alleanza. Elia, che era un santo e un uomo di fede, sapeva bene che ogni forza veniva da Dio, e così il suo successo lo rese soltanto ancora più umile.
Silenzioso e fedele alla sua missione, l'uomo di Dio dopo la grande gara con i profeti di Baal si mise in cammino verso la vetta del monte Carmelo. Immerso nell'intercessione e nell'adorazione, con il capo chino tra le ginocchia, supplicò il suo Dio per la tanto desiderata pioggia. Infine mandò il suo servo a scrutare l'orizzonte. E in effetti, la settima volta questi scorse una nuvoletta, piccola come una mano d'uomo, che si alzava dal mare.
Questa piccola nube si avvicinava sempre più e si aprì infine sopra la terra riarsa, donandole la pioggia salvifica.
La tradizione carmelitana ha sempre visto in questo episodio del racconto di Elia (1 Re 18,36-41) un annuncio velato della Vergine Maria.3
Questa prefigurazione contiene già tutti gli elementi della vocazione carmelitana: la preghiera fedele e perseverante nel silenzio, l'intercessione per l'umanità bisognosa di aiuto e l'annuncio della benedizione divina. E nel cuore di questa vocazione si trova la misteriosa presenza della purissima Vergine Maria, regale dispensatrice di ogni grazia.4
3 Nella visione della nube Maria prende per così dire possesso dell'altura del Carmelo come suo monte e consacra il profeta primo carmelitano, cioè vero abitante del monte Carmelo, che è vincolato alla legge di questo monte, cioè quella mariana, della venerazione e dell'imitazione di Maria. Maria si dimostra qui già Regina del Carmelo, che ha il diritto di regnare nel suo ambito. (Das Kleid vom Himmel di Gert Josef Weisensee, Lauerz 2000)
4 Cfr. Philippe de Jésus-Marie OCD, Das Geheimnis des Karmel, durch das Skapulier mit Maria leben, Wien 2021.
La grande promessa
Nel XII secolo degli eremiti si ritirarono sul monte Carmelo e fondarono l'Ordine carmelitano, per condurre una vita contemplativa sotto la protezione della Madre di Dio. A causa delle gravi persecuzioni e tribolazioni che si abbatterono sull'Ordine, San Simone Stock, che guidava i Carmelitani come 6° Priore generale, supplicava incessantemente la Madre di Dio di prendersi cura dell'Ordine e di concedere un particolare pegno della sua protezione.
Le testimonianze confermate dalla Chiesa riferiscono in proposito quanto segue:
Spesso (Simone Stock) supplicava la Madre di Dio, la gloriosa Vergine Maria, patrona dell'Ordine, di concedere un privilegio ai fratelli che portano il suo nome. Ogni giorno diceva nelle sue ferventi preghiere: Fiore del Carmelo, vite fiorita, splendore del cielo, Vergine Maria, unica. Madre mite, che non hai conosciuto uomo, rendi partecipi i figli del Carmelo dei tuoi privilegi, o Stella del mare.
E un giorno, mentre egli recitava con devozione questa preghiera, gli apparve la Madre di Dio, la gloriosa Vergine Maria, accompagnata da una grande schiera di angeli e con lo scapolare dell'Ordine tra le mani. E gli disse: Ricevi, mio amato figlio, questo scapolare del tuo Ordine. È il segno particolare di grazia che ho implorato per te e per i figli del Monte Carmelo. Chi muore vestito con questo abito sarà preservato dalle fiamme eterne. È un segno di salvezza, una protezione nei pericoli, un pegno di pace e di un'alleanza eterna.5
In ricordo di questa meravigliosa apparizione della Madre di Dio, avvenuta il 16 luglio 1251, la Chiesa celebra in questo giorno la festa dello Scapolare.
5 Ibid. nonché Das Kleid vom Himmel.
Maria consegna lo scapolare a San Simone Stock.
Desiderio dell'abito del cielo
Quando questa preziosa promessa della Madre di Dio si diffuse, anche i fedeli nel mondo vollero possedere questo inestimabile pegno di una buona morte. Papi e cardinali, imperatori e re, vescovi e sacerdoti e milioni di fedeli si sono rivestiti di questo abito di Maria, per assicurarsi la sua speciale protezione in vita e in morte e per diventare partecipi delle numerose grazie e dei privilegi.
San Simone Stock eresse la confraternita, confermata dalla Sede Apostolica, in onore di Nostra Signora del Monte Carmelo, che fu raccomandata da numerosi papi e arricchita di preziose indulgenze. Innumerevoli persone hanno ottenuto per mezzo del santo scapolare la salvezza nelle malattie, negli incendi, nei pericoli di annegamento, nelle ferite mortali, nei pericoli di seduzione e in molte altre necessità, tanto corporali quanto spirituali, come attestano una moltitudine di esempi nella storia della confraternita.6
Anch'io porto da lungo tempo sul mio cuore lo scapolare del Carmelo.7 San Giovanni Paolo II
6 Das Schutzkleid Mariä di padre Thaddaeus Ballsieper O. Carm. Imprimatur: Bamberg 1958.
7 Quando papa Giovanni Paolo II fu ferito da colpi di arma da fuoco il 13 maggio 1981, prima dell'operazione per l'estrazione del proiettile chiese che i medici non gli togliessero lo scapolare. (Kämpfer des Rosenkranzes di Donald H. Calloway MIC, Kißlegg 2024, Imprimatur: 31 maggio 2016)
Partecipazione al tesoro di famiglia
Lo scapolare è l'«edizione in miniatura» dell'abito di un Carmelitano e quindi anche un segno di fraternità, poiché per mezzo di esso si viene accolti nella famiglia del Carmelo. In questa famiglia si riceve – insieme ai fratelli e alle sorelle con i quali si è ancora in cammino qui sulla terra – parte del tesoro spirituale di tutti i santi del Carmelo, siano essi canonizzati o no.
Allo stesso modo, con l'imposizione dello scapolare si diventa anche membri della confraternita e si riceve parte delle molte preghiere, opere buone e meriti di milioni di membri della confraternita in tutto il mondo.
Santa Teresa di Gesù Bambino da bambina (1881, prima dell'ingresso in monastero)
Come sono felice che tu sia rivestita del santo scapolare! È un segno sicuro di predestinazione, e per questo non sei forse ancora più intimamente unita alle tue piccole sorelle del Carmelo? Da una lettera di Santa Teresa di Gesù Bambino alla sua amica Céline Maudelonde
Glorificazione di Maria in cielo in mezzo ai santi dell'Ordine carmelitano
Come posso ottenere le promesse?
Per ottenere le promesse particolari legate al portare lo scapolare, bisogna essere rivestiti da un sacerdote con lo scapolare benedetto e portarlo giorno e notte al collo, in modo che una parte ricada sul petto e l'altra sulla schiena.8
Come preparazione alla ricezione dello scapolare bruno è opportuno fare una confessione sincera e prendere il fermo proposito di venerare intimamente la Madre di Dio, in particolare mediante la preghiera del Rosario.
8 Lo scapolare deve consistere di due pezzi quadrati di stoffa di lana, uniti alle due estremità con due cordoncini o nastri. Se qualcuno per ragioni comprensibili non può portare lo scapolare di stoffa, vi è la possibilità di portare una medaglia dello scapolare debitamente benedetta. Questa fu permessa da papa Pio X nel 1910, a causa delle condizioni climatiche in parte difficili nei territori di missione. Tuttavia è da tenere presente che la Madre di Dio parlò espressamente di «abito» e che papa Benedetto XV concesse un'indulgenza di 500 giorni al bacio dello scapolare di stoffa, per richiamare l'attenzione di chi lo porta sull'importanza dello scapolare di stoffa. Quando lo scapolare deve essere sostituito, non è necessario che venga imposto di nuovo da un sacerdote.
Scapolare bruno
Il privilegio sabatino
Circa 70 anni dopo le promesse della Madre di Dio a San Simone Stock, la beatissima Vergine Maria rivelò a papa Giovanni XXII il cosiddetto privilegio sabatino, del quale gli parlò in un'apparizione: Chiunque entri in questo Ordine e si dedichi con devozione a questo modo di vivere, sarà salvato per sempre e liberato dalla pena della sua colpa. E se essi (i religiosi dell'Ordine) nel giorno della loro morte giungeranno in purgatorio, io, la Madre della grazia, scenderò laggiù il sabato dopo la loro morte e libererò quelli che là troverò e li condurrò al monte santo e alla vita eterna.
Papa Giovanni XXII rese nota questa grazia mediante una bolla da lui stesso redatta, del 3 marzo 1322 ad Avignone. Questa bolla, a causa della liberazione assicurata per il sabato, è chiamata «Bolla Sabatina» ed è stata confermata da diversi papi.
La promessa recita così
I defunti nella grazia di Dio saranno liberati dal purgatorio il sabato successivo alla loro morte, se in vita hanno portato lo scapolare, hanno osservato la castità conforme al proprio stato,9 hanno recitato ogni giorno il Piccolo Ufficio della Beata Vergine Maria10 oppure, in sostituzione, si sono astenuti dalle carni ogni mercoledì e sabato.11
Maria, la madre più mite, non mancherà neppure di condurre i suoi figli, che nel purgatorio scontano le pene dei loro peccati, per la sua intercessione presso Dio, secondo il cosiddetto privilegio sabatino, il più presto possibile alla patria eterna. Papa Pio XII
9 La castità conforme al proprio stato costituisce una parte essenziale della carità cristiana, in quanto ci preserva da ogni comportamento possessivo verso il prossimo e ci conduce piuttosto a trattarlo con tutto il rispetto che gli è dovuto come figlio di Dio. (Das Geheimnis des Karmel)
10 Oggi si annovera tra le preghiere che possono sostituire il Piccolo Ufficio della Beata Vergine Maria anche il Rosario.
11 Tragt das Skapulier! di Paulus Deusdedit, Lauerz 1996-2004.
Maria intercede presso suo Figlio per i membri del suo Ordine:
Figlio mio, per questo santo seno che Ti ha nutrito, abbi pietà dei miei figli e liberali dai tormenti.
– Madre, sia fatto ciò che hai chiesto. Iscrizione di un ex voto del Carmelo (l'immagine è riprodotta nell'opuscolo stampato)
Papa Giovanni XXII
Alla scuola di Maria
Nulla è piccolo quando si vive, come la Vergine Maria, con il Suo cuore alla presenza di Dio e si ascolta la Sua santa volontà per la nostra vita. Ogni avvenimento, ogni incontro porta frutto per l'eternità. San Francesco di Sales amava dire che ogni istante ci reca un comando di Dio e ritorna nell'eternità con ciò che ne abbiamo fatto.
Sulle nostre povere vie umane possiamo operare, per noi e per gli altri, cose che hanno valore eterno. È eterno in noi ciò che viene da Dio – la vita di Dio, la vita dei figli di Dio, infusa nei nostri cuori dallo Spirito Santo. E così Maria, quando ci impone lo scapolare, ci insegna che il vero amore deve sempre esprimersi nelle piccole azioni della vita quotidiana: un sorriso, un piccolo sacrificio o un disagio sopportato per amore di Dio, un atto di pazienza, di umiltà … Ci sono tante possibilità di pronunciare il nostro «sì», il nostro «Fiat», come risposta alla chiamata di Dio.
Nel suo libro Il segreto di Maria San Luigi Maria Grignion de Montfort scrive: Bisogna fare tutte le proprie azioni per Maria (…) e ripetere spesso nel profondo del cuore: “O mia cara Signora, è per te se vado di qua o di là, se faccio questo o quello, se sopporto questa o quella avversità o offesa!”
E nei Consigli e ricordi di Santa Teresa di Gesù Bambino sua sorella Céline ci racconta quanto Teresa fosse penetrata nello spirito e nelle intenzioni di Maria: Un pomeriggio, alle tre, notai che pregava e le chiesi che cosa dicesse: Recito un'Ave Maria per offrire il mio lavoro alla Santa Vergine. Ho preso l'abitudine di agire così, ogni volta che comincio un'opera.12
12 Das Geheimnis des Karmel.
San Francesco di Sales
La cintura di sicurezza del cielo
Il Cuore Immacolato di Maria batte con ogni fibra per Dio e per la salvezza dei figli degli uomini. Perciò la beatissima Vergine Maria vuole metterci al sicuro dai nostri tre peggiori nemici: il mondo, il diavolo e la nostra stessa concupiscenza. Sì, vuole legarci saldamente al suo cuore materno come con una «cintura di sicurezza celeste», perché nel pericoloso viaggio verso l'eternità non cadiamo.
Nel suo linguaggio chiaro, tutto pervaso dallo zelo per l'onore dell'Immacolata, San Massimiliano M. Kolbe dichiara: Lo Scapolare, il Rosario e la Medaglia Miracolosa: sono tre cose che l'Immacolata stessa ha offerto per la salvezza degli uomini.
Per questo motivo Maria, nei suoi messaggi, rivolge sempre di nuovo il nostro sguardo alla nostra salvezza e alle realtà ultime, delle quali oggi si predica così poco: la morte, il giudizio, il purgatorio, l'inferno e il paradiso.
Eppure sono proprio queste realtà a cui lo scapolare vuole ricondurci. Come si può condurre una vita cristiana profonda e autentica, se si dimentica il senso e la meta dell'esistenza umana con la sua dimensione di eternità? Siamo chiamati a scegliere la vita, cioè a decidere per Dio. Ma possiamo anche rifiutare questo libero dono e chiuderci alla misericordia infinita di Dio.
Il compito di Maria consiste nell'aiutarci, nell'ora decisiva della morte, a rivolgerci con fiducia al nostro Padre e a chiedere a Lui la grazia – seguendo l'esempio del buon ladrone. E inoltre ella prega Dio affinché ci convertiamo già oggi!13
13 Cfr. ibid.
Memoria della grazia dello scapolare
Poiché il cielo conosce la nostra smemoratezza umana, la Provvidenza ha disposto che le due grandi apparizioni mariane del XIX e del XX secolo – Lourdes e Fatima – si concludessero ciascuna sotto il segno dello scapolare.
Infatti fu il 16 luglio 1858, festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, che Maria apparve per l'ultima volta nella grotta di Massabielle. In quel giorno, come ci riferisce Bernadette, la Vergine rimase in silenzio, mostrandosi però al tempo stesso bella come mai prima. Maria, Regina e ornamento del Carmelo, corona la serie di diciotto apparizioni con il ricordo della sua presenza nell'Ordine carmelitano.
In modo molto simile Maria volle mostrarsi anche ai pastorelli di Fatima – quando apparve loro per l'ultima volta il 13 ottobre 1917 – come Nostra Signora del Monte Carmelo, rivestita dello scapolare.
Intervista con Suor Lucia
È istruttivo leggere l'intervista con Suor Lucia, concessa nel 1950 a padre Howard Rafferty:
Padre Howard: In molti libri su Fatima gli autori non ammettono che lo scapolare sia una parte integrante delle apparizioni.
Lucia: Ah, hanno torto!
P. Howard chiede ora quale significato si debba attribuire all'apparizione di Nostra Signora, quando la Vergine tiene lo scapolare nelle mani.
Lucia: Voleva far capire che desiderava che tutti portassero lo scapolare. Aggiunse: Il Santo Padre lo ha detto al mondo intero, spiegando che lo scapolare è il segno della consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Nessuno oggi può sentirsene escluso.14
Padre Howard chiede ora a Suor Lucia se lo scapolare sia indispensabile per adempiere i desideri di Nostra Signora di Fatima.
Lucia: Sì!
Padre Howard: Direbbe che è altrettanto indispensabile quanto il Rosario?
Lucia: Il Rosario e lo scapolare sono inseparabili!15
14 Allocuzione di Pio XII in occasione del 700° anniversario dello scapolare.
15 Tragt das Skapulier!
Nostra Signora di Lourdes / Santa Bernadette
Il mantello della misericordia
Con l'aiuto dello scapolare, con il quale per così dire ci rivestiamo di Gesù e di Maria, ci poniamo nella corrente d'amore che unisce questi due santissimi Cuori. Così veniamo introdotti nell'intimità con il Dio uno e trino, affinché nel cuore della Chiesa, nostra Madre, siamo amore e la nostra piccola vita conferisca al suo corpo mistico nuova grazia e nuova forza.
Ma che cosa significa concretamente per noi «rivestirci» di Gesù e di Maria? Significa entrare nella loro vita, fare nostri il loro sentire, volere e agire, il loro amore e la loro misericordia. Dobbiamo dunque rivestire il nostro cuore del pensiero di Gesù e di Maria e spogliarci degli stracci dei nostri peccati passati e delle passioni disordinate. Allo stesso modo dobbiamo far cadere tutte le nostre maschere, tutti i travestimenti ipocriti e menzogneri, per portare su di noi soltanto l'abito della verità di Cristo. E se, nella nostra debolezza umana, inciampiamo e cadiamo sempre di nuovo, lo scapolare può diventare per noi un vero «mantello della misericordia».16
La Vergine Maria stringe i suoi figli affranti al suo Cuore Immacolato e li riconcilia con il suo Figlio divino.17 Ma anche noi stessi dobbiamo lasciar fluire questo amore misericordioso, che possiamo ricevere ogni giorno di nuovo, verso tutti gli uomini che Dio ci ha affidato, in particolare verso coloro che hanno più bisogno della Sua misericordia. E quando stringiamo lo scapolare al nostro cuore e baciamo sempre di nuovo l'immagine di Maria, possiamo farlo anche in rappresentanza di altri, per avvolgerli così nel mantello della misericordia, rivestendoli spiritualmente con lo scapolare.
16 Cfr. Das Geheimnis des Karmel, p. 113.
17 Dopo il sacramento della penitenza lo scapolare può essere inteso come fermo proposito di fedeltà: rappresenta la veste nuova, le nuove abitudini di cui da ora in poi si vuole rivestirsi. Già la sola presenza di questo pezzo di stoffa ricorderà questo desiderio e sarà un invito costante a confidare nell'intercessione di Maria.
O Maria, sono tuo per il tempo e per l'eternità.
Per mezzo di te e con te voglio ora e per sempre appartenere interamente a Gesù.
Amen.
Mantello della misericordia
Portatori della vera fede
Portare lo scapolare sul nostro cuore significa anche essere, con coraggio e fermezza, portatori della vera fede cattolica. Questa obbedienza della fede, filiale e piena d'amore, che tocca il cuore del Padre e ci protegge dagli attacchi del diavolo, ci viene comunicata dalla Madre di Dio, quando ci schieriamo con coraggio nelle sue schiere.
Pensiamo qui ancora una volta al profeta Elia, che sul monte Carmelo si è battuto pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti (1 Re 19,10-14). Nella nostra Chiesa stiamo vivendo proprio una situazione drammatica simile a quella del tempo di Elia. È la lotta tra la vera Chiesa e l'anti-Chiesa, tra il vero Dio e i falsi idoli, che si acuisce sempre di più. Nascosto dietro la maschera del liberalismo, del modernismo, del relativismo, del naturalismo ecc., Lucifero è riuscito, come lupo travestito da pecora, ad attraversare la Chiesa per seminare confusione e per perseguitare i laici, i sacerdoti, i vescovi e le comunità religiose fedeli alla fede, che non piegano il ginocchio davanti ai nuovi «dèi Baal». (Cfr. 2 Re 18,3-4)
Maria del Monte Carmelo
Se ora ci chiediamo dove sia la vera Chiesa e come possiamo restare fedeli alla vera Chiesa, Gesù stesso ci dà l'unica e giusta risposta: Ecco tua madre! (Gv 19,27) Maria è la Madre della Chiesa schernita e perseguitata, che porta nel suo Cuore Immacolato, dove non potrà mai andare in rovina. Se ci consacriamo alla Madre di Dio e seguiamo le sue indicazioni materne, allora viviamo per mezzo di lei nel cuore stesso della vera Chiesa e non possiamo smarrirci.
Sì, dopo tutte le sofferenze e le persecuzioni celebreremo con lei, la vincitrice di tutte le eresie,18 il trionfo che ci ha promesso a Fatima: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà!
18 La radice di ogni male e di ogni eresia è la superbia spirituale, che distorce e oscura lo sguardo per la verità. Questo fatto ha dovuto essere confermato, suo malgrado, da un demonio attraverso una persona posseduta, su cui pregava il noto esorcista Francesco Bamonte: L'anima di quella lì (la Madre di Dio) risplende della sua umiltà. Se voi foste umili, anche voi irradiereste luce e tutti la vedrebbero. Per questo devo portarvi a essere superbi, affinché tutti vedano il nero dell'inferno invece della luce del paradiso. Ogni volta che vi convince a rinunciare a qualcosa di superbo, vince una battaglia. (Maria im Dienst des Exorzismus di Francesco Bamonte, Imprimatur: Mons. Luigi Moretti, Vicariato di Roma, 20 gennaio 2010)
La Vergine senza macchia, vincitrice di tutte le eresie, non indietreggerà davanti al nemico che alza il capo contro di lei. Se troverà servitori fedeli, obbedienti al suo comando, otterrà nuove vittorie, più grandi di quanto possiamo immaginare. San Massimiliano M. Kolbe
Le grazie ottenute per mezzo dello scapolare
Dalla storia della confraternita dello Scapolare sono tramandati innumerevoli esaudimenti di preghiere e salvataggi. Gli avvenimenti seguenti sono rappresentativi di molti.
Lo scapolare nella notte della morte
Mentre un padre gesuita in un collegio passava in rassegna la sera i dormitori, trovò un ragazzo inginocchiato davanti al suo letto. Alla domanda perché non fosse ancora andato a letto, il piccolo rispose: Ho dato il mio scapolare al portinaio da cucire e non l'ho ancora ricevuto. Non oso andare a dormire, per timore di morire senza il mio scapolare.
Non temere, amico mio, disse il padre, domani te lo daranno, vai pure a letto e dormi tranquillo. Padre, non posso andare a dormire, forse morirò già questa notte. A queste parole il bambino scoppiò in lacrime.
Allora il padre andò dal portinaio e portò al piccolo il suo scapolare. Lieto e rasserenato, il bambino baciò il suo prezioso tesoro e si addormentò. La mattina seguente il padre vide che il ragazzo non si era ancora alzato. Lo chiamò, ma non ebbe risposta. Il buon bambino era morto durante la notte.
Aveva baciato il suo scapolare fino ad addormentarsi e lo teneva ancora premuto sulle labbra sorridenti.19
19 Tragt das Skapulier!
Vergine Madre mia, Madre di Dio, rendimi interamente tuo.
Tuo nella vita, tuo nella morte, tuo nella sventura, nell'angoscia e nella pena.
Tuo nella croce e nel dolore amaro, tuo per il tempo e per l'eternità.
Lo scapolare nascosto
Quando Teresa, l'amica di Rose Hu, fu incarcerata in una prigione di Shanghai a causa della sua fede cattolica, dovette dividere la cella con una strega. Questa donna le raccontò di essere posseduta da diversi demoni, che le permettevano di parlare con i morti. Per un certo periodo si era guadagnata da vivere in questo modo, ma quei contatti la lasciavano sconvolta ed esausta.
In un giorno d'inverno tremava dal freddo, perché non aveva abbastanza vestiti. Teresa ebbe compassione di lei e coprì la donna con il suo cappotto.
Nel giro di pochi secondi la donna cominciò a gridare più forte che poteva. Tutti nella cella furono spaventati. Due minuti dopo la donna tacque di nuovo e confidò a Teresa di essere ora libera dai demoni.
Chiese a Teresa se il cappotto avesse qualcosa di speciale, e questa rispose che si trattava di un cappotto del tutto comune.
Ma quando Teresa in seguito esaminò con cura il suo cappotto, scoprì che sua madre aveva cucito nella fodera uno scapolare bruno. Dopo questa esperienza la donna si convertì alla fede cattolica.20
20 Rose Hu, Mit Christus im chinesischen Straflager, Bobingen 2024.
Il leone non sopporta il gallo, le api detestano l'olio, i serpenti la ruta, il gufo detesta la luce, lo scarabeo stercorario non ama le rose, e i diavoli non sopportano lo scapolare! Abraham a Sancta Clara21
21 Il dotatissimo agostiniano scalzo Abraham a Sancta Clara (1644-1709) era originario del Baden-Württemberg e, per il suo splendido talento oratorio e il suo grande amore per la verità, fu nominato da Leopoldo I predicatore imperiale di corte.
Madonna dello Scapolare
Un sacerdote apostata si converte
Il 5 maggio 1933 morì ad Aigen, presso Salisburgo, il sacerdote apostata Johann Kirchsteiger. Aveva lavorato molto contro la Chiesa, come scrittore e oratore itinerante, e si era intromesso in particolare nella dottrina cattolica sul matrimonio. Con le sue dispense aveva spinto molti al concubinato, aveva reso infelici molte famiglie.
Una cosa però l'aveva conservata: anche da sacerdote apostata portava lo scapolare, per mezzo del quale Maria gli ottenne la grazia della conversione.
Quando, a settantanove anni, si avvicinò alla morte, tornò pentito alla Chiesa e si riconciliò ancora con Dio. Dopo aver ricevuto i santi sacramenti dei moribondi spirò.22
22 Tragt das Skapulier!
Ah, con quale amore e tenerezza Dio abbraccia un peccatore, quando questi ritorna a Lui. San Giovanni Bosco
Lo scapolare è anche un ricordo della nostra veste battesimale. Essa rappresenta l'abito di festa che il Padre misericordioso offre ai Suoi figli tornati a casa. Philippe de Jésus-Marie OCD
La pallottola di moschetto nel petto
Nell'anno 1648, durante l'assedio della città di Ypres da parte dei Francesi, il capitano del reggimento di Lombay ricevette una pallottola di moschetto nel petto. Per fortuna la pallottola si appiattì contro il suo scapolare ed egli non rimase minimamente ferito. La pallottola schiacciata fu trovata tra i suoi vestiti. Con l'ammirazione di tutti i presenti, la pallottola appiattita portava l'impronta dell'immagine della Beatissima Vergine e del Bambino Gesù.23
23 Tragt das Skapulier!
Porta sul tuo petto il santo scapolare del Monte Carmelo. San Josemaría Escrivá
L'abito di Maria protegge dalla sventura
L'8 maggio 1842 in Francia un vagone ferroviario affollatissimo prese fuoco in piena corsa. Passò parecchio tempo prima che sulla locomotiva, in testa al treno, ci si accorgesse della terribile sciagura e si fermasse il convoglio. Le grida dei passeggeri non erano state udite.
Quando il treno si fu fermato, i passeggeri feriti furono subito tirati fuori. Tutti avevano riportato ustioni più o meno gravi e dovettero essere portati all'ospedale. Soltanto uno, con grande stupore di tutti, se l'era cavata senza alcuna ferita.
Gli fu chiesta la causa di questo salvataggio così singolare, anzi forse miracoloso. Rispose: Non riesco a pensare a nessun'altra se non a questa. E indicò lo scapolare che portava. Da quando lo porto, proseguì, mi raccomando ogni giorno alla sua speciale protezione. E in effetti era l'unico tra tutti i passeggeri che indossasse questo abito della Madre di Dio.24
24 Das Kleid vom Himmel.
Condannato a morte
Nell'anno 1625 avvenne in Italia un miracolo con lo scapolare del Monte Carmelo, che suscitò la massima emozione in tutta l'Italia e fu determinante per la grande popolarità dello scapolare:
Nell'anno 1620 Battista Bosio fu accusato di aver assassinato due nobiluomini. Aveva compiuto questo misfatto per incarico del suo signore. Dopo un certo tempo in carcere si pentì del suo atto e si convertì. Invocò la Madre di Dio del Monte Carmelo e si preparò a ricevere lo scapolare digiunando in carcere ogni mercoledì e sabato. Per tre anni rimase fedele ai suoi propositi. Pregò la Madre di Dio del Monte Carmelo di liberarlo dalla sua misera condizione. Per mezzo di un suo amico aveva ricevuto un'immagine della Madonna dello Scapolare.
Quando fu condannato a morte, Battista Bosio insistette per ricevere lo scapolare. Alla sua richiesta venne il padre del Carmelo di Cremona e gli impose lo scapolare. La sentenza di morte per impiccagione fu fissata per sabato 22 marzo 1625. Il boia legò il malfattore pentito con due robuste corde a un altissimo patibolo. Ma la prima corda si spezzò in più punti. Dopo che il boia ebbe tolto la scala, si ruppe anche la seconda corda.
Il peccatore pentito cadde dall'alto del patibolo sul duro pavimento di pietra. Non sentì alcun dolore. I presenti si strinsero attorno a colui che era evidentemente protetto dalla Madre di Dio. Con commozione riconobbero un intervento del cielo, e il condannato a morte fu graziato. Per questo miracolo lo scapolare divenne noto e amato in tutta l'Italia.25
25 Tragt das Skapulier!
Guardate un po' il gelsomino. Emana il suo profumo migliore quando il sole tramonta. Così è il santo scapolare. Non aiuta mai meglio che nell'ora della morte, quando cioè la vita tramonta. Abraham a Sancta Clara
La testimonianza di Petrus Molles
Nell'anno 1636 un uomo di nome Petrus Molles, della Spagna, conduceva una vita empia. Per questo perse le grazie e i benefici dei suoi stessi genitori e rimase completamente senza mezzi. Allora questo figlio perduto cadde in una tale disperazione da decidere dentro di sé di porre fine alla propria vita.
Mentre, con una corda al collo, stava per salire su una scala per lasciarsi cadere giù da essa, fu trattenuto da una forza invisibile. Poiché però persisteva ostinatamente nel suo empio proposito, gli apparve il nemico maligno. Questi gli consigliò di mettere pure da parte il pezzetto di stoffa dello scapolare, altrimenti non avrebbe potuto aiutarlo a raggiungere la sua fine; di ciò il poveretto rimase sgomento. Si pentì di cuore di tutti i suoi peccati e cambiò vita.26
26 Ibid.
Lo scapolare sul letto di morte
Don Francisco Zaldúa, ex presidente della Repubblica di Colombia, era un eccellente giurista, ma al tempo stesso un accanito nemico della Chiesa cattolica. Seguì sempre la bandiera dei liberali. Fu uno dei principali agitatori nell'espulsione dei gesuiti e nella persecuzione a cui furono sottoposti.
Suo figlio ricevette a Roma un'educazione eccellente e aveva una particolare grande devozione alla beatissima Vergine, alla quale chiedeva costantemente la conversione di suo padre, in particolare dopo essere stato ordinato sacerdote. Don Zaldúa si ammalò in modo pericoloso per la vita, e tutto ciò che il pio sacerdote fece per ottenere la conversione di suo padre fu vano. Allora si rivolse a Maria, rifugio dei peccatori.
Quando le condizioni di suo padre peggiorarono al punto che la morte sembrava inevitabile, raddoppiò le sue preghiere. Si recò al letto di morte dello sventurato e gli disse: Padre, tutti i rimedi umani sono vani. Non vuoi tentare l'efficacia di una medicina soprannaturale? – Quale medicina? – Che tu riceva e porti lo scapolare.27
L'ex presidente accettò l'offerta, chinò il capo per ricevere lo scapolare e chiese a che cosa lo scapolare lo obbligasse. – A fare una buona confessione. Allora il povero moribondo tremò di paura, ma dopo un breve momento disse: Bene, chiamate un sacerdote! Dopo aver fatto una confessione pentita, dichiarò a voce alta che voleva morire da vero figlio della Chiesa cattolica.28
27 Per bocca degli indemoniati l'inferno ha dovuto rivelare che nessun sacerdote gli nuoce di più di quelli che diffondono la devozione a Maria e al santo scapolare. Così una volta da un indemoniato un demonio gridò: O abito, quante anime hai strappato a me e all'inferno! (Das Schutzkleid Mariä)
28 Ibid.
Il nemico maligno è come uno sparviero, che insidia sempre le innocenti colombe. È come un lupo, a cui continuamente viene l'acquolina in bocca per gli agnelli. È come uno scorpione, che è sempre fornito di veleno. È anche un cane, che non dorme mai. Ma mai veglia e brama di più, e mai ruggisce di più, che nell'ora della nostra morte. Abraham a Sancta Clara
Benedizione e imposizione dello scapolare bruno
Formula brevior. Il sacerdote indossa sopra la veste talare una cotta e una stola bianca.
V. Osténde nobis, Dómine, misericórdiam tuam.
Mostraci, Signore, la Tua misericordia.
R. Et salutáre tuum da nobis.
E donaci la Tua salvezza.
V. Dómine, exáudi oratiónem meam.
Signore, ascolta la mia preghiera.
R. Et clamor meus ad te véniat.
E il mio grido giunga fino a Te.
V. Dóminus vobíscum.
Il Signore sia con voi.
R. Et cum spíritu tuo.
E con il tuo spirito.
Orémus.
Dómine Iesu Christe, humáni géneris Salvátor, hunc hábitum, quem propter tuum tuǽque Genetrícis Vírginis Maríæ de Monte Carmélo amórem servi tui (ancíllæ tuæ) devóte sunt delatúri (-æ) déxtera tua sanctí † fica, et eádem Genetríce tua intercedénte, ab hoste malígno defénsi (-æ) in tua grátia usque ad mortem persevérent: Qui vivis et regnas in sǽcula sæculórum. R. Amen.
Preghiamo.
Signore Gesù Cristo, Salvatore del genere umano, santifica con la Tua destra questo abito, che i Tuoi servi vogliono portare devotamente per amore di Te e della Tua Madre, la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, affinché, protetti dal nemico maligno per l'intercessione di Tua Madre, perseverino nella Tua grazia fino alla morte. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen.
Asperge gli scapolari con l'acqua benedetta e li impone a ciascuno, dicendo:
Accipe hunc hábitum benedíctum precans sanctíssimam Vírginem, ut eius méritis illum pérferas sine mácula, et te ab ómni adversitáte deféndat, atque ad vitam perdúcat ætérnam. R. Amen.
Prendi questo abito benedetto e prega la Vergine Santissima, perché per i suoi meriti ti conceda di portarlo senza macchia, ti difenda da ogni avversità e ti conduca alla vita eterna. R. Amen.
Dopo che tutti hanno ricevuto lo scapolare, dice:
Ego, ex potestáte mihi concéssa, recípio te (vos) ad participatiónem ómnium bonórum spirituálium, quæ, cooperánte misericórdia Iesu Christi, a Religiósis de Monte Carmélo peragúntur. In nómine Patris, et Fílii, † et Spíritus Sancti. R. Amen.
Per la facoltà che mi è stata concessa, ti (vi) ammetto alla partecipazione di tutti i beni spirituali che, con l'aiuto della misericordia di Gesù Cristo, vengono compiuti dai religiosi del Carmelo. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. R. Amen.
Bene † dícat te (vos) Cónditor cæli et terræ, Deus omnípotens, qui te (vos) cooptáre dignátus est in Confraternitátem beátæ Maríæ Vírginis de Monte Carmélo: quam exorámus, ut in hora óbitus tui (vestri) cónterat caput serpéntis antíqui, atque palmam et corónam sempitérnæ hereditátis tandem consequáris (consequámini). Per Christum Dóminum nostrum. R. Amen.
Ti (Vi) benedica Dio onnipotente, Creatore del cielo e della terra, che ti (vi) ha voluto accogliere nella Confraternita della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Noi la preghiamo, affinché nell'ora della tua (vostra) morte schiacci il capo dell'antico serpente e tu (voi) possa (possiate) infine ottenere la palma e la corona dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore. R. Amen.
Asperge la persona con l'acqua benedetta.
Preghiera alla Regina del Carmelo
O beatissima Vergine immacolata, ornamento e splendore del Monte Carmelo, che con volto particolarmente benigno guardi a coloro che sono rivestiti del tuo venerabile abito, volgi benevola lo sguardo anche su di me e accoglimi sotto il mantello della tua materna protezione. Rafforza la mia debolezza con la tua potenza; illumina le tenebre del mio cuore con la tua sapienza; accresci in me la fede, la speranza e la carità. Adorna la mia anima di grazie e di virtù in modo tale che sia sempre cara al tuo divino Figlio e a te. Assistimi in vita, consolami in morte con la tua dolcissima presenza e presentami alla Santissima Trinità come tuo figlio e tuo fedele servitore, affinché io possa poi lodarti e glorificarti in eterno in cielo. Amen.
Tre Ave Maria e un Gloria al Padre.
(Preghiera indulgenziata di papa Leone XIII)
In verità, una grande grazia dello scapolare: diventare partecipi di tutte le preghiere, veglie, elemosine, digiuni, Sante Messe, pellegrinaggi, mortificazioni, opere di penitenza, di tutte le fatiche che vengono sopportate, fino allo spargimento del sangue e alla perdita della vita tra gli infedeli per la diffusione della fede, in generale di tutto il bene che avviene in tutto il mondo in tanti conventi carmelitani per intercessione della beatissima Vergine. Padre Grossi, autore del libretto romano della Confraternita
Lo Scapolare, il Rosario e la Medaglia Miracolosa: sono tre cose che l'Immacolata stessa ha offerto per la salvezza degli uomini. San Massimiliano Maria Kolbe